120 battiti al minuto vietato ai minori di 14 anni. È polemica

L'amore gay e la piaga dell'AIDS di 120 battiti al minuto vietato ai minori in Italia. Grande delusione per il regista e per la Teodora Film.
120 battiti al minuto vietato ai minori di 14 anni. È polemica

120 battiti al minuto vietato ai minori di 14 anni. È polemica

Dopo aver vinto il Grand Prix, il Premio Fipresci della critica internazionale e la Queer Palm al Festival di Cannes e dopo essere stato scelto per rappresentare la Francia agli Oscar 2018, 120 battiti al minuto arriva nelle sale italiane il 5 ottobre, ma sarà vietato ai minori di 14 anni.

Il film di Robin Campillo, racconta la storia del movimento Act Up che, negli anni ’90, a Parigi, ruppe il silenzio sull’Aids. Una pellicola di denuncia contro l’Aids che porta sul grande schermo il grande amore tra due uomini, Nathan, protagonista del racconto, e Sean, uno dei militari del movimento Act Up.

120 battiti al minuto è il film che gli attivisti dell’LGBT attendevano da anni, un film che a Cannes sorprese da subito Pedro Almodovar:

Ho amato quel film dal primo minuto sino all’ultimo e non mi sarebbe potuto piacere di più. Campillo ha raccontato storie di eroi veri che hanno salvato molte vite”, disse in tale occasione il regista spagnolo.

Un film importante, un film forte che, però, in Italia non sarà un film per tutti. La casa di distribuzione Teodora si è detta delusa di questo, poiché aveva sperato fino all’ultimo che 120 battiti al minuto potesse arrivare in tutte le sale italiane come un film per tutte le generazioni:

Sarebbe stato un segnale forte, per dimostrare che gli uomini che amano altri uomini non spaventano più nessuno. Così non sarà“. Teodora ha anche sottolineato come, ancora una volta, si sia scelto di usare due pesi e due misure: “se i protagonisti di 120 Battiti al minuto fossero stati un uomo e una donna, oggi non saremmo qui a parlare di visti censura”, ha concluso la casa di produzione del film.

La decisione di vietare la pellicola ai minori di 14 anni è stata presa dalla commissione censura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Una decisione che non verrà cambiata e che va del tutto contro quelle che erano le intenzioni di Robin Campillo, il quale, con 120 battiti al minuto, voleva abbattere delle barriere, in Francia, negli Stati Uniti e anche in Italia.