Civiltà Perduta: Charlie Hunnam è l’esploratore Percy Fawcett Foto

Charlie Hunnam, Robert Pattinson e Sienna Miller sono i protagonisti di Civiltà Perduta, il nuovo film di James Grey dal 22 giugno al cinema.
Civiltà Perduta: Charlie Hunnam è l’esploratore Percy Fawcett

Civiltà Perduta: Charlie Hunnam è l’esploratore Percy Fawcett

Il 22 giugno arriverà nelle sale cinematografiche italiane Civiltà Perduta. Basato su fatti realmente accaduti, il film diretto da James Gray racconta la storia di Percy Fawcett esploratore che negli anni ’20 scomparve durante un suo viaggio alla ricerca di una antica e misteriosa città nella giungla amazzonica.

Civiltà Perduta è un omaggio allo spirito d‟esplorazione e a un tormentato avventuriero spinto fino all’orlo dell’ossessione. Nel cast del film (tratto dal bestseller Z la città perduta di David Grann) troviamo Charlie Hunnam (King Arthur, Sons of Anarchy), Robert Pattinson (Twilight, Bel Ami) e Sienna Miller (American Sniper, La legge della notte), affiancato dal giovane talento di Tom Holland (Captain America, Spider-Man: Homecoming).

“L’ossessione di Fawcett ha richiesto enormi sacrifici – racconta l’attore Charlie Hunnam, che interpreta Fawcett nel film – Andava via per tre o quattro anni alla volta, abbandonando fondamentalmente la sua famiglia”.

Nella foresta pluviale Fawcett resistette alle difficoltà senza lamentarsi, mentre decine dei suoi seguaci morivano di malaria e per altre malattie tropicali. “Camminava per 18 ore al giorno, con tempo orribile e con niente da mangiare, ma Fawcett non cedette mai – si meraviglia Hunnam – Lui non ha mai avuto la febbre gialla, non è mai stato attaccato dai serpenti. Possedeva la qualità di essere indistruttibile“.

Civiltà Perduta Sinossi

1925, il leggendario esploratore britannico Percy Fawcett si avventura in Amazzonia, alla ricerca di un’antica civiltà, lo splendente regno di El Dorado, con lo scopo  di fare una delle scoperte più importanti della storia. Dopo aver catturato l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo, Fawcett s’imbarca insieme al figlio, determinato a provare che quest’antica civiltà, da lui rinominata Z, esiste.  Ma la spedizione scompare poi nel nulla …

Civiltà Perduta sarà distribuito a partire dal 22 giugno da Eagle Pictures e Leone Film Group.

Civiltà Perduta: Percy Fawcett l’uomo e il mito

Fawcett svanì nel nulla nel 1925, ma la sua leggenda restò nel tempo, a partire dal personaggio del professor Challenger ne Il mondo perduto. L’intrepido eroe del romanzo  scritto da Sir Conan Doyle nel 1912 è modellato su Fawcett, di cui lo scrittore era molto amico. Il professor Challenger torna nel film muto del 1925 che porta lo stesso nome, e nel 1960  Claude Rains mise un po’ di Fawcett nell’esploratore britannico  che interpretò nel film Il mondo perduto di Irwin Allen.

A sua volta il libro di Conan Doyle ha ispirato Michael Crichton nello scrivere il bestseller Jurassic Park, divenuto fenomeno culturale grazie all’adattamento cinematografico di Steven Spielberg nel 1993. Crichton ha reso omaggio direttamente al lavoro di Conan Doyle intitolando il suo sequel Jurassic Park: Il Mondo Perduto.

In molti pensano che il personaggio immaginario di Indiana Jones possa somigliare, o forse sia stato ispirato, a Percy Fawcett. La connessione tra i due non è mai stata ufficialmente confermata, ma gli editori della serie di libri per bambini di Indiana Jones hanno sempre sotteso un apparente e referenziale legame tra i due avventurieri. Nel libro del 1991, Indiana Jones: i sette veli, pubblicato dopo il rilascio della trilogia originale di Indiana Jones di Spielberg, l’archeologo va in Amazzonia dopo aver scoperto alcuni manoscritti segreti di Fawcett che raccontavano la sua ricerca di una città perduta.

Gran parte del mistero che ruota attorno a Percy Fawcett nasce proprio dai suoi manoscritti risalenti alla sua ultima spedizione del 1925.

“Nella sua spedizione finale, quando è andato in cerca della città perduta di ‘Z’, Fawcett tracciò delle mappe e le consegnò ai nativi americani che incontrò nella giungla -spiega Grann – Loro avrebbero dovuto conservare le mappe e, infine, raggiunge una città da cui poterle telegrafare. Tutti seguirono la spedizione di Fawcett, fino a che improvvisamente si persero le sue tracce. La gente si chiedeva cosa fosse successo. Era forse troppo concentrato su ‘Z’ per ritornare in patria? Quella curiosità ha generato un folklore enorme. C’erano spettacoli teatrali. C’erano ballate. C’è un episodio di Tin-Tin dove appare il personaggio di Fawcett. Ha preso le sembianze di una sorta di figura mitologica”.

Forse il fascino di Fawcett potrebbe essere anche attribuito ai tremendi sacrifici che l’esploratore ha dovuto affrontare. Durante la prima guerra mondiale, la sua vista venne danneggiata durante un attacco con gas velenoso, mentre guidava un battaglione di soldati sui campi di battaglia della Francia. Fawcett soffrì molto anche a causa del sistema accademico dell’Inghilterra.

“La comunità scientifica accusava Fawcett di essere un po ‘pazzo’ – spiega Grann – A causa dei pregiudizi sulla razza, le persone in Inghilterra ipotizzavano che i nativi americani non sarebbero mai stati in grado di civilizzarsi. In molti modi Fawcett ha dimostrato a quegli scettici che si sbagliavano”.

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