Mario Di Fortunato, “Nei vicoli del mondo” è un inno all’empatia: la nostra intervista

Poeta, paroliere e cantautore, Mario Di Fortunato – insieme al suo arrangiatore Francesco Bruno – ci prende per mano portandoci “Nei vicoli del mondo”… Cosa c’è là fuori? Tante storie da raccontare e da cui trarre forza
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Immergiamoci “Nei vicoli del mondo” con Mario Di Fortunato

Spesso il silenzio è più forte e fa più paura di tante parole, così come la semplicità, la linearità, l’essenzialità ci portano a stare sulla difensiva rispetto all’abbondare di sovrastrutture etiche e sociali.

“Nei vicoli del mondo” di Mario Di Fortunato va in totale controtendenza e punta sulla chiarezza espositiva negli 11 brani di cui si compone l’album uscito a gennaio.

Il cantautore romano, poeta e paroliere da sempre attento ai temi sociali, ha intrapreso un viaggio tra le pieghe della vita – come lui stesso lo ha definito – insieme all’amico di lunga data e arrangiatore Francesco Bruno.

Alla scoperta dell’album “Nei vicoli del mondo”: cosa ci ha detto l’artista

Melodia dopo melodia, il loro viaggio diventa un po’ anche il nostro perché le storie dei suoi protagonisti – animali notturni che sfidano, o in alcuni casi abbracciano, la solitudine, la notte, la malinconia e la tristezza – sono un po’ quelle di tutti noi.

Cosa troviamo là fuori, “Nei vicoli del mondo” (QUI IL VIDEO UFFICIALE)?

La speranza di Mario Di Fortunato è quella di trovare tanta empatia nei confronti degli altri, “empatia che si basa sull’osservazione e il rispetto di ciò che succede intorno a noi e che ci consenta di superare i momenti più critici della nostra vita”, ha confidato ai nostri microfoni.

Francesco Bruno ha supportato sin dall’inizio il progetto musicale di Mario Di Fortunato entrando con cognizione di causa e tanto entusiasmo nella sensibilità dell’artista ed esaltando tutte quelle sfumature musicali che entrambi, in tanti anni di amicizia, hanno amato e condiviso.

“Nei vicoli del mondo” ci sembra così l’album giusto per tornare progressivamente alla normalità:

“Se togliamo la poesia, il sogno, la passione, la nostra vita non è completa e maggiormente in questi periodi tragici – ha fatto sapere il cantautore – l’album vuole essere un messaggio di riflessione per tutti coloro che ascolteranno ciò che ho detto”.

Videointervista di Alessandra Zoia