“Questa é l’immagine che avreste visto oggi nel maxi-cartellone di Corso Como a Milano ma la pesante mano della censura delle pubbliche affissioni lo ha impedito. Io invece la regalo a tutti voi e come sempre ‘Me ne frego'”. Lo ha scritto sui suoi profili social Achille Lauro, pubblicando una foto che lo ritrae in versione ‘bambola’, con stivali di lattex alti fin sopra il ginocchio, calzoncini short viola cangiante e torso nudo supertatuato, crocifisso su una croce costituita da quelle che sembrano delle gomme da masticare. 

 

Il manifesto serviva ad annunciare il nuovo album di Achille Lauro, ‘1990’ (che è anche l’anno di nascita del rapper romano), che uscirà stanotte a mezzanotte. E infatti, in un post successivo, l’artista pubblica il trailer dell’album, in cui – mentre scorrono le immagini della stessa ‘bambola’ androgina del poster – parla raccontando la sua adolescenza di ragazzo al limite nella periferia nord-est di Roma. “Questa è come una testimonianza – dice – dormivamo tre ore a notte, uscivamo alle cinque di mattina e dicevamo ‘andiamo a fa’ la spesa’. Dormivamo su un cazzo di materasso per terra, via Monte Cervialto precisamente. All’inizio scherzavamo. Eravamo io, Fabrizio, Alessandro, Emiliano, Francesco, Val Padana (altra via della zona). Eravamo veramente pazzi. Per tutti i pischelli che non gliel’hanno fatta – Roberto, Matteo – essere qui o essere in cielo è uguale”, conclude.