Terza dose anticipata e vaccino 5-11 anni, Minelli: “Così spallata a virus”

“Personalmente sono certo che con la terza dose” di vaccino anti covid “già a 5 mesi e con la vaccinazione agli under 12, opportunamente modulata […]
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Terza dose anticipata e vaccino 5-11 anni, Minelli: “Così spallata a virus”

“Personalmente sono certo che con la terza dose” di vaccino anti covid “già a 5 mesi e con la vaccinazione agli under 12, opportunamente modulata per posologia e sulla base delle eventuali storie cliniche dei giovanissimi vaccinandi, potremo alleggerire definitivamente le potenzialità patogene di un killer senza scrupoli e, conseguentemente, il carico sulle strutture ospedaliere, che, ricordo, costituisce uno dei principali motivi di preoccupazione in questa pandemia”. Lo sottolinea all’Adnkronos Salute l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la Medicina personalizzata. 

“Oggi abbiamo un quadro nel quale il richiamo vaccinale risulta indispensabile per schermarci dall’azione di un virus che ancora è tra noi con livelli di contagiosità che per effetto della variante delta, almeno nel nostro continente, non sono da meno rispetto a quanto registrato agli esordi – rimarca Minelli – E che nessuno ci venga a ricordare che anche i vaccinati si contagiano: è un refrain più vecchio del cucco. E’ da mesi che, riportando esempi facili facili, ribadiamo come il vaccino non sia il mantello magico di Harry Potter sotto il quale si diventa invisibili al virus. Il vaccino non ci scherma dall’aggressione del virus, ci protegge e neutralizza l’azione del virus una volta che quest’intruso sia entrato nel nostro organismo (pure immuno-dotato di vaccino) il più delle volte proveniente da un soggetto impunemente non vaccinato o maldestramente sguarnito di mascherina in ambiente confinato e affollato”. 

“Ragioneremo, poi e se sarà il caso, sull’opportunità di sottoporci, come per l’influenza, a richiami periodici, o sulla necessità di rivaccinare tutti piuttosto che le categorie di pazienti più fragili. Oggi – prosegue – ci sono altre priorità a cui dare risposte, e riaffermare da parte di qualcuno i soliti elementi di confondimento ricorda molto l’agire di scolaretti che, impreparati a scuola, provano a spostare su argomenti a loro noti l’attenzione del maestro. Occorre – conclude – cambiare registro con decisione, anche perché cominciano a venir fuori i punti di vulnerabilità del Sars-Cov-2 che dovrebbero interessarci molto di più dei consueti lamenti degli eterni insoddisfatti”.  

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