il dilemma delle famiglie, cellulare ai bimbi sì o no? Ecco la risposta 

Quando si può dare il cellulare ai bambini? La risposta a questa domanda è il classico dilemma che mette in crisi le famiglie, tra genitori […]
- - Ultimo aggiornamento

Quando si può dare il cellulare ai bambini? La risposta a questa domanda è il classico dilemma che mette in crisi le famiglie, tra genitori prudenti che vorrebbero posticipare all’infinito e chi invece pensa possa essere utile fin dalle elementari. “Il cellulare è uno strumento complesso che affascina tutti, in particolare i ragazzi, ma che nemmeno gli adulti conoscono bene. Semplifica la vita ma al contempo la rende anche più complicata, perché distrae, non lascia il tempo di vivere il presente, espone a dei rischi. È la chiave di accesso a un universo di potenzialità, ma pensato e rivolto a un pubblico adulto”. Lo scrive Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta presidente dell’Associazione Di.Te (Dipendenze tecnologiche, gap e cyberbullismo), nell’introduzione del suo ultimo libro ”Voglio il cellulare! Quando? Quanto Come? Tutte le risposte’ edito da Mondadori.  

“Personalmente sono del parere che il cellulare non vada dato ai ragazzi prima dei 13 anni, ma i tempi cambiano molto in fretta – riflette lo psicologo – come osserviamo tutti. Ognuno di noi è chiamato a monitorare le nuove esigenze dei giovani con criterio e ragione, continuando a interrogarsi. In fondo credo che ogni figlio sia diverso e non si possa generalizzare o essere così assoluti: la scelta di un genitore dovrà dipendere da quanto il ragazzo è maturo, sia emotivamente sia cognitivamente”.  

“I nativi digitali sanno usare la tecnologia in modo immediato e naturale e vedono il cellulare come qualcosa di necessario per sentirsi parte di un gruppo, a scuola e in società. Ma qual è l’età giusta per dare ai ragazzi questo strumento? Come si fa a essere sicuri che abbiano i mezzi e le capacità per affrontare il web? A cosa bisogna stare davvero attenti? – si domanda Lavenia – Il libro è un manuale pratico per aiutare i genitori a trovare le risposte, imparare a conoscere le esigenze in continua evoluzione dei ragazzi e acquisire gli strumenti per esplorare le capacità personali dei propri figli”.