Coronavirus, Oms: “Possibile trasmissione via aerosol al chiuso, servono più studi”  

“Sono stati segnalati focolai di Covid-19 in alcuni ambienti chiusi, come ristoranti, locali notturni, luoghi di culto o luoghi di lavoro. Nel caso di alcuni […]
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“Sono stati segnalati focolai di Covid-19 in alcuni ambienti chiusi, come ristoranti, locali notturni, luoghi di culto o luoghi di lavoro. Nel caso di alcuni di questi focolai non è possibile escludere la trasmissione via aerosol, in particolare in spazi affollati e poco ventilati in cui le persone infette trascorrono lunghi periodi di tempo. Ulteriori studi sono urgentemente necessari per indagare su tali casi e valutare il loro significato per la trasmissione di Covid-19”. Lo afferma l’Organizzazione mondiale della sanità in un approfondimento scientifico sulla trasmissione di Covid-19. Nei giorni scorsi centinaia di esperti avevano chiesto all’Oms di tener conto del rischio legato all’aerosol.  

Covid-19, precisa l’Oms, si diffonde principalmente “tra le persone attraverso un contatto diretto, indiretto (attraverso oggetti o superfici contaminati) o stretto con soggetti infetti tramite le secrezioni di bocca e naso. Queste includono saliva, secrezioni respiratorie o goccioline (droplets). Queste vengono rilasciate quando una persona infetta tossisce, starnutisce, parla o canta, per esempio. Le persone che sono in stretto contatto (entro 1 metro) con una persona infetta possono contrarre Covid-19 quando queste goccioline cariche di virus entrano in bocca, naso o occhi”. Oppure attraverso superfici contaminate.  

“Alcune procedure mediche – ricorda ancora l’Oms – possono produrre goccioline molto piccole (chiamate goccioline di aerosol o aerosol) che sono in grado di rimanere sospese nell’aria per periodi di tempo più lunghi”. Quando tali procedure mediche vengono condotte su persone infette da Covid-19, questi aerosol possono contenere il virus e “possono potenzialmente essere inalati da altri soggetti presento, se non indossano adeguati dispositivi di protezione individuale. Pertanto, è essenziale che tutti gli operatori sanitari che eseguono queste procedure mediche adottino specifiche misure di protezione – raccomanda l’Oms – I visitatori inoltre non dovrebbero essere autorizzati nelle aree in cui tali procedure mediche vengono eseguite”. 

Per evitare il contatto con le goccioline cariche di virus “è importante stare ad almeno 1 metro di distanza dagli altri, pulire frequentemente le mani e coprire la bocca con un fazzoletto o un gomito piegato quando si starnutisce o si tossisce. Quando il distanziamento fisico (in piedi a un metro o più di distanza) non è possibile, è bene indossare una mascherina di tessuto. Anche la pulizia frequente delle mani è fondamentale”, conclude l’Oms.