Il diabete colpisce meno chi mangia questo frutto: la scoperta scientifica

Il mango si rivela un'arma importante per prevenire il diabete
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415 milioni: questa è la cifra esorbitante di malati di diabete nel mondo secondo i dati della World Diabetes Federation pubblicati nel 2017. Vuol dire 1 adulto su 11 e il dato, ahinoi, è destinato a crescere. Si stima che nel 2040 a soffrire di questa patologia saranno in 642 milioni. Ecco perché riuscire a prevenire il diabete resta fondamentale. Ciò implica non solo un monitoraggio periodico del proprio stato di salute, ma anche un’alimentazione sana e attività fisica regolare. Fondamentale è anche la conoscenza dello stato di prediabete, per evitare di arrivare alla patologia conclamata. Tra le armi insospettabili che abbiamo nelle mani per provare a contrastare questa malattia forse non tutti sanno che c’è anche un frutto esotico, il mango.

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Lo studio

Parlando di prevenzione del diabete, come riporta Proiezionidiborsa.it, alcuni scienziati dell’Università statunitense di Oklahoma City hanno condotto uno studio su un campione di 20 persone. Queste persone hanno mangiato ogni giorno mango in forma essiccata per un periodo di tre mesi. La dose assunta dai volontari era di 10 grammi di mango essiccato, che corrisponde a 100 grammi dello stesso frutto ma in forma fresca. Ebbene, gli effetti di questo esperimento sono stati a dir poco sorprendenti.

Il diabete colpisce meno chi mangia mango

Dallo studio infatti è emerso che i livelli di zucchero nel sangue dei pazienti sottopostisi all’esperimento erano diminuiti in maniera notevole. A quanto pare il merito sarebbe dei polifenoli, ovvero antiossidanti naturali presenti nelle piante, di cui il mango è particolarmente ricco.

Gli studi vanno avanti, ma questa ricerca ha permesso di dedurre che il diabete colpisce meno le persone che mangiano questo frutto. Ovviamente va detto che tale discorso non vale purtroppo per chi è già affetto dalla patologia del diabete. Anzi, poiché è un frutto molto zuccherino, è decisamente poco indicato per chi conduce un regime alimentare ipoglicemico. O almeno non andrebbe consumato spesso e in quantità importanti.

Nota: il presente articolo è il frutto di una ricerca e di una elaborazione di notizie presenti sul web. Con la presente l’autore, la redazione e l’editore declinano ogni responsabilità e invitano i lettori ad eseguire un’attenta verifica e a rivolgersi sempre ad un medico specialista.

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