La pizza rende felici: l’ingrediente segreto è nell’impasto

Non solo buona, la pizza contiene una sostanza in grado di influenzare il nostro umore: ecco quale
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La pizza è tra i prodotti che fanno grande l’Italia in tutto il mondo: gustosa, economica, relativamente semplice da preparare, rappresenta un appuntamento settimanale irrinunciabile per molti Italiani. Impossibile elencare tutte le varianti che negli anni sono state realizzate (alcune decisamente discutibili), ma alla fin fine la più apprezzata resta sempre quella più semplice, condita con pomodoro e mozzarella.

Nei mesi scorsi, inoltre, in tantissimi hanno provato a prepararla in casa – come hanno dimostrato la razzìa di farina e lievito nei supermercati – per darsi una botta di vita durante il lockdown, e in effetti tra i benefici della pizza c’è anche quello di influenzare positivamente l’umore.

La pizza fa bene all’umore, ecco perché

Simbolo di convivialità, perfetta per organizzare una serata con parenti e amici, la pizza è un alimento completo dal punto di vista nutrizionale e garantisce all’organismo il giusto apporto di carboidrati, proteine e lipidi.

I suoi macronutrienti assicurano energia e vitalità, ma quel che forse non tutti sanno è che questo straordinario piatto della tradizione gastronomica italiana, celebrato addirittura con una Giornata Mondiale della Pizza che cade il 17 gennaio di ogni anno, svolge un ruolo anche nel benessere psico-fisico.

Tutto merito del triptofano, una sostanza presente nell’impasto in grado di aumentare il livello di serotonina, l’ormone della felicità. Non è un caso allora che dopo esserci saziati con una bella pizza ci sentiamo sereni e più positivi.

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La pizza fa bene, ma occhio alle quantità

La pizza è al tempo stesso molto ricca di calorie (circa 700 per una di grandezza normale). Per non incorrere nei problemi derivanti dai chili di troppo è opportuno ricordare che si può consumare la pizza una volta a settimana senza eccedere nelle quantità, e che la mozzarella può essere sostituita da ricotta o formaggio, fonte di antiossidanti come selenio e zinco e vitamina A.

I soggetti che devono tenere a bada l‘indice glicemico possono invece ripiegare su impasti a base di farine integrali, maggiormente ricchi di fibre, vitamine e sali minerali.

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