Insalata in busta? Meglio evitare, ecco i motivi

Benché comoda, l'insalata in busta non sempre è sinonimo di qualità. Ecco perché bisognerebbe preferire quella fresca
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L’insalata in busta è verdura cosiddetta di “quarta gamma”. Questo vuol dire che è sbucciata, lavata, tagliata e confezionata. Si trova nel banco frigo ed è indiscutibilmente comoda: basta conservarla in frigorifero e all’occorrenza aprire la busta e consumarne il contenuto. Non sempre però insalata in busta fa rima con qualità: ecco i motivi per cui sarebbe meglio preferire quella fresca e le accortezze da adottare.

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Le accortezze da adottare con l’insalata in busta

Innanzitutto bisogna rispettare la data di scadenza. Così facendo si scongiura il pericolo di alterazione delle caratteristiche organolettiche e la proliferazione batterica. Alle donne in dolce attesa si consiglia di lavare ugualmente l’insalata in busta per scongiurare il rischio toxoplasmosi.

Nel momento in cui acquistiamo l’insalata in busta al supemercato non dobbiamo dimenticare di controllare l’integrità della confezione, la data di scadenza e sapere che alcune varietà deperiscono più facilmente di altre. È questo il caso, ad esempio, di valeriana e songino che sono più delicate rispetto al radicchio rosso o alla lattuga ruby red.

Come conservarla

Una volta arrivati a casa riponiamo l’insalata in busta preferibilmente nei ripiani centrali del frigorifero, in modo che la temperatura sia tra i 2 e i 4°C. Prima di consumarla verifichiamone l’odore all’apertura della confezione: se sentiamo puzza di rancido è meglio lasciar stare. Controlliamo la consistenza delle foglie e l’eventuale presenza di eccessiva umidità sul fondo della busta.

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Perché è meglio l’insalata fresca

In generale è meglio preferire l’insalata fresca per diversi motivi: costa meno di quella in busta, che al contrario perde rapidamente le vitamine e si conserva per periodi più brevi. L’imballaggio di quest’ultima, poi, pone non pochi problemi in termini ambientali, poiché viene confezionata in un sacchetto di plastica e in alcuni casi anche in una vaschetta. Insomma, troppa plastica. Infine quella in busta fa sprecare acqua, perché oltre al lavaggio eseguito dai produttori c’è anche quello che dobbiamo fare noi a casa prima di consumarla.

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