Colesterolo buono, il grave rischio per la salute se è troppo alto

Bisogna fare attenzione non solo al colesterolo cattivo ma, a sorpresa, anche a quello buono
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È cosa nota che il colesterolo cattivo è pericoloso per il cuore e per le arterie. A quanto pare, però, anche avere tanto colesterolo buono non è consigliabile in quanto non avrebbe alcun effetto protettivo. Stando così le cose allora non varrebbe nemmeno la pena di sviluppare farmaci per cercare di aumentarlo. Lo sostiene Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico della Fondazione Irccs Ca’ Granda Policlinico di Milano, tra gli autori di una ricerca internazionale pubblicata sulla rivista scientifica Lancet.

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Lo studio

Come riporta Policlinico.mi.it i ricercatori hanno approfondito il dato secondo cui alti livelli di HDL si associano a un minore rischio di infarto miocardico. Per questo hanno analizzato il DNA di oltre 120mila persone per controllare una certa variante del gene LIPG, legato alla quantità di HDL nel sangue. Più il gene con questa variante produce proteine, più è alta la quantità di colesterolo buono.

Parallelamente hanno studiato altre 14 varianti geniche note per essere associate esclusivamente ai livelli di HDL, in oltre 53mila persone. “Certi meccanismi genetici che aumentano i livelli di colesterolo HDL nel sangue non sembrano abbassare il rischio di infarto miocardico” si legge nello studio.

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Colesterolo buono: perché è inutile aumentarlo

“Questi dati – commenta Pier Mannuccio Mannucci – mettono a dura prova un dogma, cioè che alti livelli di colesterolo buono HDL proteggano dai rischi dell’infarto. Questa scoperta conferma anche ciò che si è visto con altri studi, dove si sperimentavano farmaci capaci di aumentare i livelli di colsterolo HDL, ma che non diminuivano affatto il rischio di infarti. […] Quello che ha confermato questo nuovo studio, invece, è che aumentare il colesterolo HDL è inutile: aumentarlo non dà alcun beneficio in termini di rischio, ed è quindi inutile darsi la pena di sviluppare farmaci per cercare di aumentarlo”.

Lo studio mette in discussione il legame causale tra colesterolo HDL e infarti, ma non vuole smentire che l’HDL sia comunque un fattore protettivo. Mannucci conclude spiegando che non c’è solo il colesterolo a mettere in pericolo il cuore, ma una serie di fattori di rischio, come il fumo di sigaretta. Chi ha il colesterolo basso può comunque sviluppare un infarto, mentre esistono persone che nonostante abbiano valori molto alti sono al riparo da attacchi di cuore”.

Nota: il presente articolo è il frutto di una ricerca e di una elaborazione di notizie presenti sul web. Con la presente l’autore, la redazione e l’editore declinano ogni responsabilità e invitano i lettori ad eseguire un’attenta verifica e a rivolgersi sempre ad un medico specialista.

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