Coronavirus, l’aria condizionata diffonde prima il contagio?

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Secondo uno studio cinese, gli impianti di aria condizionata potrebbero diffondere il virus, accelerando le possibilità di contagio.
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Mentre i dati riguardanti il coronavirus nel nostro Paese, iniziano ad essere piano piano sempre più positivi, proseguono gli studi per capire come il virus si diffonda, quanto sia resistente e quale sia il suo comportamento. Uno studio cinese mette in guardia: l’aria condizionata potrebbe diffondere prima il contagio.

Coronavirus, l’aria condizionata diffonde prima il contagio?

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Secondo quanto emerso dalla ricerca coordinata da Jianyun Lu del Guangzhou Center for Disease Control and Prevention, (e pubblicata per l’anticipo del numero di luglio Emerging Infectious Diseases, la rivista pubblicata dai Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti), l’aria condizionata potrebbe aiutare la trasmissione di goccioline infette. (Qui l’articolo)

Il team di studiosi, ha preso in esame 10 casi (tre famiglie) che hanno mangiato in uno stesso ristorante nella città di Guangzhou. Il Ristorante X, come viene indicato nella ricerca, “è un edificio di 5 piani con aria condizionata e senza finestre. La sala da pranzo al terzo piano occupa 145 mq; ogni piano ha il suo condizionatore d’aria. La distanza tra ogni tavolo è di circa 1 m.” 

Il primo dei 10 pazienti analizzati (A1), era rientrato da Wuhan il 23 gennaio e il 24 dello stesso mese aveva pranzato nel ristorante in questione con tre membri della sua famiglia (famiglia A). Vicino a loro c’erano altre due famiglie: B e C.  I tre tavoli, seppur con la distanza di 1m circa, erano disposti in linea davanti al bocchettone dell’impianto di areazione.

La sera stessa A1 ha manifestato i sintomi della malattia, mentre nelle due settimane successive anche gli altri membri della sua famiglia e delle famiglie B e C hanno contratto il Covid – 19.

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La ricerca ha evidenziato che l’unico modo in cui le altre due famiglie potessero essere contagiate era stato l’incontro al ristorante con il primo paziente. Queste tre famiglie non erano le uniche presenti all’interno dell’esercizio pubblico; c’erano altri 73 clienti risultati negativi al virus. Questo fa pensare che l’aria condizionata possa aver sparso le goccioline infette solo in alcuni punti.

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Che gli impianti di condizionamento possano essere un mezzo di trasmissione del covid-19, è una domanda emersa anche dallo studio condotto dall’Istituto americano per le malattie infettive e pubblicato lo scorso 17 marzo sul New England Journal of Medicine, secondo il quale il virus rimane nell’aria per 3 ore.

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Tuttavia come ha dichiarato anche il team cinese, al momento non si hanno certezze in quanto si tratta di una ricerca alla quale non è ancora seguito uno studio sperimentale della simulazione di trasmissione attraverso l’aria.

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Quello sfortunato incontro al ristorante
Lo studio
Degli 83 clienti solo 10 sono stati contagiati
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