Cosa succede quando si sta per morire? La scienza spiega cosa si prova

Fino a poco tempo fa, sulle esperienze di pre-morte sapevamo davvero pochissimo, ma gli scienziati hanno continuato ad indagare questo fenomeno avvolto nel mistero arrivando a scoprire che la morte cerebrale sopraggiunge dopo quella cardiaca e che il cervello continua a pensare e lavorare fino a 10 minuti dopo la dichiarazione di decesso.

Il cervello sente ancora poco prima e dopo la morte? La scoperta

Proprio questo scenario si è presentato nel reparto di terapia intensiva di un ospedale canadese che ha riacceso gli entusiasmi dei ricercatori: è stata registrata attività cerebrale per 600 secondi.

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Come riporta Esquire, “in un paziente, singole esplosioni di onde delta persistevano dopo la cessazione sia del ritmo cardiaco che della pressione sanguigna arteriosa (ABP)“, ha riferito il team dell’Università dell’Ontario occidentale.

Un evento rarissimo dovuto, si era ipotizzato, anche al malfunzionamento dei macchinari anche se non sono stati segnalati errori tecnici. Un altro caso, di un 87enne deceduto in seguito ad un incidente, ha permesso di rilevare dati estremamente preziosi per conoscere sempre di più episodi di lucidità pre-morte, profonda coscienza in relazione alla morte.

Il raro caso di coscienza accresciuta subito dopo il decesso

Si è osservato che il cervello dell’uomo era concentrato, cercava di recuperare la memoria, ha avuto esperienze di sogni e stava elaborando le informazioni.

Il dottor Sam Parnia, direttore della ricerca in terapia intensiva e rianimazione presso la NYU Langone, ha spiegato che circa il 10% della popolazione convive con questo tipo di esperienze e che in punto di morte, arriviamo a sperimentare una coscienza accresciuta e funzioni cerebrali che in condizioni normali non saremmo in grado di gestire.

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