La malattia di Filippo Bisciglia, il conduttore e l’impossibilità di muovere le gambe: cos’è il morbo di Perthes e come curarlo

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Filippo Bisciglia, l'amato conduttore di Temptation Island Vip, ha parlato per la prima volta della sua malattia che lo ha costretto a non muovere le gambe. Cos'è il morbo di Perthes e come si può guarire?
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Ne ha parlato a cuore aperto con tutti i suoi fan, Filippo Bisciglia, amatissimo conduttore di Temptation Island Vip. Ha svelato qual è la malattia che lo ha bloccato per un anno e mezzo, impedendogli di muovere le gambe. Ecco cos’è il morbo di Perthes e come curarlo.

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Cos’è il morbo di Perthes: ecco il dramma di Filippo Bisciglia

Il morbo di Perthes – ha svelato Bisciglia a Uomini e Donne Magazine – è una malattia che causa una decalcificazione dell’anca e ti costringe a non camminare. Per un anno e mezzo, dai due anni in poi, non ho potuto muovere le gambe. Mi sentivo a disagio: una di quelle sensazioni che ti resta dentro per tutta la vita.

In realtà si tratta di una patologia rara che colpisce i bambini tra i 2 e gli 11 anni. Tra i suoi fattori scatenanti ci sono la displasia cartilaginea e altre cause di origine traumatica o vascolare. La decalcificazione causa dei microinfarti ossei, che nei casi più gravi porta alla perdita completa dell’uso delle gambe.

Cos’è il morbo di Perthes e come curarlo

Ma il morbo di Perthes si può curare. E in questo Filippo Bisciglia è stato pionere.

Quando ero piccolo ne ero affetto – rivela ancora nella sua intervista – Mia madre si affidò al Dottor Milella che stava sperimentando una nuova cura, molto più lunga, ma che mi avrebbe permesso di non rinunciare alle mia gambe. Grazie a lui sono diventato il primo bambino ad aver sconfitto il morbo di Perthes in questo modo”.

Per guarire è necessario sottoporsi a delle terapie conservative, che hanno l’obiettivo di non provocare artrosi secondaria, limitando i danni alla testa del femore tramite protesi e apparecchi di abduzione. In alcuni casi si può procedere all’operazione, al fine di salvaguardare l’apporto vascolare alla testa del femore.

 

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Filippo Bisciglia
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