Mangiare gli insetti fa bene? La scoperta italiana: meglio dell’olio d’oliva, ecco perché Foto - Video

Vi sentite strani all’idea che mangiare insetti in un prossimo futuro possa diventare la normalità? Sappiate che fanno molto bene al nostro organismo e sarebbero addirittura più preziosi dell’olio d’oliva. Ecco cos’hanno scoperto alcuni ricercatori italiani

Mangiare gli insetti, i benefici e le proprietà nutritive sono eccezionali

Gli insetti sono indubbiamente considerati il super food del futuro anche se è bene sapere che già oggi ¼ della popolazione mondiale si ciba di cavallette, formiche, scarafaggi ecc… Mangiare gli insetti fa così bene? A quanto pare, sì: la conferma giunge da uno studio italiano condotto da un team di ricercatori della Facoltà di Bioscienze e Tecnologie agro-alimentari e ambientali presso l’Università di Teramo, in Abruzzo.

Nello specifico la squadra coordinata dal professor Mauro Serafini ha analizzato in vitro estratti acquosi e liposolubili di 12 insetti e due invertebrati (una tarantola e uno scorpione) scoprendo che gli insetti commestibili hanno una concentrazione di antiossidanti straordinariamente elevata.

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Si calcola addirittura che cavallette, grilli e bachi da seta siano 5 volte più ricchi di antiossidanti (che combattono i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare) rispetto al succo di arancia, mentre i bruchi africani e le cicale hanno il doppio del valore antiossidante (TEAC) rispetto all’olio d’oliva.

Perché mangiare insetti fa bene? La parola all’esperto

Il Prof. Serafini ha infatti dichiarato:

“Almeno 2 miliardi di persone mangiano regolarmente insetti. Sono un’ottima fonte di proteine, acidi grassi polinsaturi, minerali, vitamine e fibre, ma fino ad ora nessuno li aveva confrontati in termini di attività antiossidante con cibi funzionali classici come l’olio d’oliva o il succo d’arancia”.

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Gli altissimi livelli di antiossidanti presenti negli insetti commestibili, in primis le cavallette, potrebbero contribuire nella prevenzione del cancro, ma per il momento – essendo stati fatti test soltanto in vitro – è bene attendere nuove conferme e controllare che questo nuovo cibo sia effettivamente biodisponibile per il nostro organismo.

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