Fai spesso pensieri negativi? Il rischio per la salute: cosa rivela uno studio

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Uno studio pubblicato su Alzheimer's & Dementia evidenzia che chi ha pensieri negativi, rischia di andare incontro a declino cognitivo e demenza.
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Avere spesso pensieri negativi, non fa bene alla nostra mente e al nostro spirito. Questa oramai è una cosa risaputa, ora però una ricerca scientifica dimostra anche che chi fa pensieri negativi è più a rischio di soffrire di declino cognitivo e di una delle forme più comuni di demenza: l’Alzheimer.

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La demenza è una patologia che riguarda circa 50 milioni di persone nel mondo, e in Italia sono circa 600 mila le persone che ne soffrono. Uno studio dal titolo ‘Repetitive negative thinking is associated with amyloid, tau, and cognitive decline‘ (qui il link)mette in relazione questa patologia con la produzione di pensieri negativi, ovvero quei loop mentali negativi perpetrati nel tempo.

Lo studio, pubblicata su Alzheimer’s & Dementia, è stato condotto dai ricercatori dell’University College di Londra, da quelli dell’Inserm di Normandia e dalla canadese McGill University.

“I nostri pensieri possono avere un impatto biologico sulla nostra salute fisica – ha dichiarato Gael Chetelat, fisiopatologia dell’Inserm e co-autore dello studio – Curare la salute mentale è importante non solo per la salute e il benessere delle persone nel breve periodo, ma potrebbe avere anche un impatto su un eventuale rischio futuro di demenza”.

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Lo studio condotto su un gruppo di uomini e donne per 4 anni

I ricercatori hanno seguito per 4 anni un gruppo di 360 persone composto da uomini e donne sopra i 55 anni. A loro è stato chiesto di riempire un questionario, segnando la frequenza di pensieri negativi. E’ stato misurato poi il livello di ansia e depressione, delle funzioni cognitive, dell’attenzione, della cognizione dello spazio e del linguaggio.

Lo studio ha evidenziato come chi avesse pensieri negativi presentasse un quadro peggiore della memoria e del declino cognitivo. Anche depressi e ansiosi presentavano una maggiore possibilità di declino cognitivo, ma non presentavano depositi anomali di proteine ‘tossiche’.

I pensieri negativi, influirebbero sull’accumulo di beta amiloide e tau, due proteine responsabili del declino cognitivo e di una delle forme più comuni di demenza: l’Alzheimer.

Come combattere allora i brutti pensieri? Gli studiosi stanno pensando di studiare l’effetto della meditazione e di terapie mirate delle parola.

Crediti foto@Shutterstock

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