Favismo e quell’allergia letale alle fave: come riconoscerlo e come evitarlo

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Il favismo è la malattia perfetta per una puntata della serie tv del «Doctor House»: al centro della storia, infatti, c’è un difetto genetico e chi ne è portatore e mangia le fave può rischiare la vita. Allora come impedire la manifestazione di una crisi, e come sapere se si è portatori di favismo? Ecco qualche indicazione
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Si chiama favismo, ed è una grave allergia alle fave che può rivelarsi addirittura letale. Detta così sarebbe l’oggetto perfetto per una puntata di ‘Doctor House’, anche perché a causarla è un difetto genetico che mette in grave pericolo chi ne è portatore.

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Ma come riconoscere questa malattia e sapere se si è portatori di favismo? E inoltre, come impedire la manifestazione di una crisi?

Il favismo, allergia letale alle fave: ecco come riconoscerlo

C’è da dire innanzitutto che il favismo è dovuto all’ingestione delle fave e che, a differenza di altri tipi di allergie, presenta dei sintomi ben precisi e facili da riconoscere. Il favismo si manifesta infatti con una marcata astenia, pallore, tachicardia, sudorazione elevata, palpitazioni, dolore addominale e colorazione scura delle urine.

Si tratta di una malattia piuttosto diffusa e dovuta ad un’anomalia genetica: quella dell’enzima G6PD, essenziale per il funzionamento dei globuli rossi e la loro sopravvivenza. Se si ha carenza di questo enzima, di solito si sopravvive senza problemi. Ma quando si mangiano le fave, che contengono agenti ossidativi potenti come vicina e convicina, l’organismo finisce sotto attacco. I globuli rossi vengono distrutti e si arriva ad un’anemia acuta.

Il favismo: come prevenire una crisi

Per impedire la manifestazione di una crisi, bisogna cercare di evitare di esporsi ai pollini o di entrare in contatto diretto con il legume fatale. Come terapia preventiva, il consiglio è quello di mantenere una buona diuresi. In caso di crisi emolitica, invece, bisogna subito recarsi da un medico. Nei casi più gravi, bisognerà ricorrere ad un’emotrasfusione.

Niente paura però, la malattia è letale solo in alcuni casi e se non viene riconosciuta in tempo. L’importante è recarsi immediatamente al pronto soccorso dopo aver avvertito i primi sintomi.

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