Giorgia Meloni chiama a Non è L’Arena ma sua figlia fa i capricci: i trucchi per calmare un bimbo che piange

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Giorgia Meloni chiama in diretta Non è L'arena per parlare della questione Mattarella ma sua figlia piange e si dispera al telefono: ecco i trucchi da usare per calmare il pianto di un bambino
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Piccolo fuori programma ieri a Non è L’Arena. Il programma di La7 stava occupandosi della crisi istituzionale scaturita dalla mancata formazione del governo dopo la decisione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di non firmare il decreto di nomina del prof. Paolo Savona a ministro dell’Economia.

Nel corso della puntata, è intervenuta telefonicamente anche Giorgia Meloni che si è resa protagonista di un piccolo e divertente siparietto.

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Mentre la leader di Fratelli di Italia cercava di spiegare la sua posizione politica, in sottofondo si sentiva chiaramente la voce di sua figlia che faceva i capricci. Un pianto quasi inconsolabile che ha scatenato non solo divertiti commenti sul web, ma la stessa ironia del conduttore: “Piange anche lei per Mattarella?” ha chiesto Giletti.

Una situazione che capita spesso a molte mamme, quella di non riuscire a calmare il pianto dei loro piccoli: come consolarli? Vengono in aiuto i preziosi consigli degli esperti. Nel “Prima delle parole – Comprendere il linguaggio del tuo bambino e favorirne lo sviluppo“, ad esempio, sono contenuti ottimi suggerimenti da mettere in campo di fronte al pianto continuo dei bambini.

Se a piangere senza sosta è un neonato, potrebbe rivelarsi utile avvolgere il piccolo in una coperta calda, mettendolo magari in posizione fetale, e tenerlo stretto a sé. La vicinanza al corpo della mamma e una dolce ninna nanna lo aiuteranno non solo ad addormentarsi ma anche a digerire meglio.

Una volta posizionato nella culla o nel lettino, sarebbe opportuno eliminare tutto ciò che potrebbe disturbare il sonno del bambino: carillon e peluche ad esempio è meglio che gli stiano lontani.

Per agevolare la serenità del piccolo quando si è fuori per commissioni, sembra funzionare il marsupio: il movimento dei passi lo cullerà dolcemente facendogli fare un bel riposino.

Utilizzare sempre lo stesso metodo per calmare il pianto del proprio bambino può essere determinante: la ritualità di gesti e parole verrà riconosciuta e avrà il suo effetto positivo.

Ricordate, infine, che nella crescita di un bambino non si è da sole: anche i papà possono concretamente dare una mano quando i bambini fanno i capricci e se proprio siete in difficoltà, non abbiate paura di chiedere aiuto magari a un’amica o a un parente.

L’importante è non perdere mai la fiducia e in casi piuttosto complessi, rivolgersi al proprio pediatra o uno specialista della prima infanzia resta una soluzione da non trascurare.

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Massimo Giletti
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