Il latte fa veramente bene alla salute? Attenzione a non esagerare: cosa rischiamo

Il latte è il nutrimento essenziale dei lattanti, ma in età adulta sarebbe meglio limitarne l'uso: ecco perché
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Il latte è il primo alimento con cui si viene a contatto sin dalla nascita, e proprio questa stretta connessione con il mondo puerile induce spesso a pensare che sia un alimento che fa bene non solo in tenera età, ma anche da adulti e nella fase più matura della vita.

D’altronde la tazza fumante di latte è per molti il modo migliore di iniziare la giornata, e c’è persino chi lo trova dissetante e per questo lo consuma freddo di frigorifero in estate. Evidenze scientifiche, però, dimostrano che il latte non fa sempre bene.

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Il latte aiuta le ossa: il mito da sfatare

È opinione comune credere che il latte nutra le ossa grazie alla presenza di calcio: ebbene una ricerca condotta in Svezia su oltre 75mila donne adulte e pubblicata sul British Medical Journal fa sapere che coloro che consumano più di 3 bicchieri di latte al giorno hanno il 60% di probabilità in più di incorrere in una frattura dell’anca e addirittura il 93% di morire. Per assicurarsi la giusta dose di calcio è meglio rivolgere la propria attenzione ai cibi vegetali, anche per evitare la contemporanea assunzione di grassi saturi.

Gli ormoni del latte non fanno bene alla salute

Un altro elemento che smonta la convinzione che il latte sia un alleato del nostro organismo è la presenza di circa 60 ormoni al suo interno, come ha evidenziato uno studio pubblicato negli USA dal National Center for Biotechnology Information. Questi avrebbero un serio impatto sulla salute umana, dal momento che possono favorire l’insorgenza di tumori al seno, alla prostata e all’endometrio, e sull’umore poiché il latte contiene non solo ormoni femminili ma anche quelli androgeni che fanno aumentare il testosterone.

Altri studi, infine, mettono in luce la correlazione tra latte e acne giovanile: ancora una volta i responsabili di questo fastidioso disturbo sarebbero gli ormoni presenti nel latte e nei suoi derivati.

Lungi dal voler demonizzare questo prezioso alimento, è bene però lasciarlo a chi ne ha davvero bisogno, ovvero i lattanti. Tutti gli altri possono invece farne un uso moderato ritrovandone i benefici anche in altri alimenti.

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