Tossinfezioni alimentari: ecco come conservare i cibi durante l’estate per evitare ogni rischio

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Il rischio di avvelenamento aumenta durante l'estate a causa dell'aumento delle temperature e di una non corretta conservazione del cibo. Ecco le regole fondamentali da seguire
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Conservare in maniera ottimale i cibi è la prima, fondamentale forma di prevenzione contro le tossinfenzioni alimentari.

Particolare cura nelle modalità di conservazione degli alimenti, per non incorrere in gravi problemi per la salute, deve essere prestata soprattutto d’estate, quando le alte temperature possono danneggiare la qualità di ciò che mangiamo.

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Ma quali sono le regole per scongiurare il rischio di malattie e intossicazioni? Ci viene in aiuto l’Adi, l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, il cui vicesegretario, Barbara Paolini, ricorda come “le malattie dovute ai cibi contaminati costituiscono forse uno dei problemi di salute pubblica più diffuso nel mondo contemporaneo”. Le stime parlano chiaro: le tossinfezioni alimentari – se ne contano 250 – colpiscono il 30% della popolazione, con circa 360 mila casi di denunce e 30.000 interventi.

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Alla luce di questi dati, dunque, appare opportuno riepilogare come vanno puliti e conservati i cibi per garantire la sicurezza alimentare di ciò che portiamo a tavola.

Innanzitutto, i prodotti da frigo vanno posizionati sul ripiano adeguato, mentre per gli avanzi è necessario utilizzare idonei contenitori preferibilmente in vetro o sottovuoto. Mai mettere in frigo alimenti caldi perché alterano la temperatura interna. Per quanto riguarda la conservazione nel freezer, l’Adi suggerisce di suddividere gli alimenti come carne o pesce in porzioni proteggendoli con pellicola o inserendoli negli idonei sacchetti.

Va ricordato, inoltre, che mentre il pesce fresco, oltre ad essere pulito e sviscerato, va lavato sotto l’acqua corrente, lo stesso non vale per la carne. Entrambi vanno conservati nella parte bassa del frigo, ma mentre il primo va consumato entro 24 ore, per la seconda i tempi di conservazione cambiamo a seconda del tipo di carne: da un minimo di 24 ore se macinata a un massimo di tre giorni se si tratta di affettati non confezionati e carne fresca in genere. Buona norma che vale per tutti gli alimenti, comunque, è leggere sempre la data di scadenza di ciò che acquistiamo al supermercato.

Particolare attenzione con uova e latticini, che debbono essere conservati in appositi contenitori nel ripiano centrale del frigo, e con la frutta e la verdura che va sempre lavata con accuratezza prima di essere consumata. L’ideale sarebbe lasciarle in ammollo per un quarto d’ora, magari con l’aggiunta di un pizzico di bicarbonato. Se riponiamo frutta e verdura in frigo, ricordiamoci di usare gli apposti cassetti e nel caso di insalata in busta, è consigliabile comunque sciacquarla prima di condirla.

Ma la sicurezza alimentare passa anche da una buona igiene ed è per questo che è necessario lavare sempre con attenzione gli utensili che usiamo per preparare i cibi e i luoghi in cui li conserviamo. Nel caso del frigorifero, ad esempio, è preferibile utilizzare acqua e aceto o comunque detergenti che siano facili da risciacquare. Anche gli strofinacci che utilizziamo in cucina possono essere regno di pericolosi batteri per questo è opportuno cambiarli spesso.

Infine, va ricordata l’importanza della cottura: le alte temperature sono il vero nemico degli agenti patogeni responsabili della maggior parte delle intossicazioni.

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Francesca Caiazzo

Francesca Caiazzo

Giornalista 'Made in Calabria'. Sorrido alla vita e alle persone. Amo il mare, il cioccolato e il mio lavoro.

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