Mine: trailer, foto e news sul film

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Mine: trailer, foto e news sul film Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, firmano regia e sceneggiatura di Mine, film che segna il loro esordio come […]
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Mine: trailer, foto e news sul film

Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, firmano regia e sceneggiatura di Mine, film che segna il loro esordio come autori.

Da tempo stavano cercando una storia che li rappresentasse e potesse metterli nelle condizioni migliori per esprimere la loro visione ed il loro modo di raccontare storie. Dopo diversi progetti non andati in porto, si sono focalizzati sul definire un progetto che avesse una forte idea di base e che permettesse di trovare un attore protagonista di richiamo, grazie alla scrittura di un ruolo principale molto impegnativo, che diventasse una sfida stimolante da accettare.

Dopo aver visto numerosi film ambientati in uno spazio chiuso sempre più angusto (una casa, una stanza, una seggiovia, una cabina telefonica), i due registi hanno sentito l’esigenza di trovare un concept che permettesse un’unità di tempo e luogo in maniera alternativa, soprattutto perché – rimanendo in questo genere – sarebbe stato impossibile essere più estremi e originali di Buried – Sepolto, un film ambientato tutto nello spazio chiuso per eccellenza, una bara.

“Abbiamo pensato quindi di andare nella direzione opposta, un uomo bloccato in uno spazio infinito, desolato e ostile. È così che ci è venuta in mente l’idea di un soldato che ha messo un piede su una mina. Abbiamo subito capito che lo scenario avrebbe permesso la creazione di diverse situazioni interessanti, nonché un vero e proprio one-man-show che avrebbe attirato un attore di richiamo.” hanno dichiarato i due registi

Questo film, che parla di un uomo bloccato in una condizione di sopravvivenza al limite, impossibilitato a proseguire nel suo percorso, è in qualche modo metafora della situazione dei due registi nel periodo in cui hanno iniziato a pensare a questa storia.

“Non pensiamo che si tratti di un semplice caso, come niente mai lo è. – spiegano Guaglione e Resinaro -Cercare di crearsi un percorso, facendosi strada tra le insidie del mercato cinematografico internazionale, ci ha condotti in una situazione molto simile a quella del nostro protagonista, per cui ogni mossa può essere un passo falso. Capire come proseguire può essere molto difficile e snervante, se ci si fa prendere da ansie e paure. Per questo possiamo dire che si tratta di un lavoro molto personale, quasi autobiografico.”

Guarda la clip in esclusiva di MINE

Proprio durante lo sviluppo della sceneggiatura, nelle vite personali di entrambi si sono succeduti tanti e tali avvenimenti da far convogliare sul progetto un’energia emotiva talmente potente che ha poi funzionato come propulsore anche nei momenti di maggiore difficoltà. Avevano evidentemente bisogno di mettere un piede su una mina per ritrovare il coraggio di andare avanti e comprendere in maniera più profonda il loro percorso come registi ed esseri umani.

Guaglione e Resinaro continuano: “Mine ci ha visti pionieri ed esploratori di un ambiente sconosciuto, proprio come il protagonista del film. La nostra intenzione, da sempre, è quella di raccontare storie universali ed è questo che ci spinge naturalmente ad affacciarci al mercato internazionale. Non si tratta di una scelta strategica ma è semplicemente il luogo naturale in cui le nostre storie, rappresentate sia attraverso strutture narrative evidenti ad una prima lettura che simboli diretti all’inconscio del fruitore, possono trovare casa.”

Ogni venti minuti qualcuno nel mondo mette un piede su una mina. Le mine possono rimanere attive fino a cinquant’anni. L’esplosione avviene appena il peso si solleva dalla mina, determinando una sensibile variazione di pressione sulla stessa. Una volta che il peso attiva la mina, non c’è modo di disinnescarla. Mine arriverà al cinema dal 6 ottobre 2016.

Mine: trama

Un soldato (Armie Hammer) sta tornando al campo base dopo una missione, ma inavvertitamente poggia il piede su una mina antiuomo. Non può più muoversi, altrimenti salterà in aria. In attesa di soccorsi per due giorni e due notti, dovrà sopravvivere non solo ai pericoli del deserto ma anche alla terribile pressione psicologica della tutt'altro che semplice situazione.

 

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