Mandarini, da oggi non toglierete più le pellicine bianche: i benefici

Sebbene molti elimino la peluria bianca dei mandarini, questa è ricca di proprietà utili all'organismo
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I mandarini sono tra i frutti più gettonati della stagione invernale. Sicuramente avranno invaso le tavole di molti Italiani ora che ci sono state le vacanze di Natale. Eppure molte persone, ne siamo sicuri, hanno l’abitudine di eliminare la peluria bianca che ricopre gli spicchi. C’è chi non mette in bocca uno spicchio se non ha tolto qualsiasi traccia di quei filamenti. Bene, da oggi forse non lo faranno più.

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Che cos’è l’albedo

Il termine scientifico per indicare questa parte dei mandarini è albedo (dal latino albus, che vuol dire “bianco”). È la parte fibrosa che si frappone fra la polpa e la buccia vera e propria. Come dicevamo molti la scartano, ma sbagliano.

Le proprietà delle pellicine dei mandarini

Come riporta il sito Greenme.it, l’albedo è molto ricco di fibre e bioflavonoidi (utili per la circolazione venosa e la salute dei capillari). Ha inoltre proprietà antisettiche e balsamiche, e contrasta l’invecchiamento delle cellule. Da non sottovalutare il suo potere saziante. Ciò vuol dire che mangiando mandarini con tutta la peluria bianca ci sentiremo più facilmente sazi e non andremo a cercare snack vari che calmino il nostro stomaco.

Pure nel caso in cui volessimo realizzare centrifughe o frullati con arance e mandarini non togliamo l’albedo. Non va infatti ad alterare il sapore della centrifuga, anzi le donerà una consistenza più corposa e la arricchirà di fibre utili per il benessere dell’organismo.

Attenzione invece alla buccia

Quel che invece è meglio non mangiare degli agrumi è la parte esterna, a meno che non siamo certi che si tratti di prodotti biologici. Il motivo è facilmente intuibile. Le scorze di questi frutti purtroppo conservano tracce di pesticidi chimici molto dannosi per la nostra salute. Inutile dire che la presenza dei pesticidi andrebbe ad annullare l’effetto benefico del mangiare anche la buccia. Queste tracce nocive spesso non vanno via neanche lavando la frutta con l’acqua prima di portarla in tavola.

Foto: Shutterstock