Annalisa e Sanremo: “Non sono una quota rosa”

In gara, al 68esimo Festival di Sanremo, c’erano solo quattro donne. Ma Annalisa, che tra tutte ha ottenuto la posizione più alta conquistando il terzo posto con Il mondo prima di te, si dice certa che si tratti puramente di una decisione artistica. Nessuna questione di genere, dunque, che rischierebbe di diventare preponderante rispetto alla canzone, alla competizione e – più in generale – all’arte. Nessun problema legato alla voce italiana al femminile, scarsamente rappresentata ma non per questo debole. Un caso, diciamo. O forse semplicemente la mancanza di canzoni che dessero a Baglioni e al Festival la direzione desiderata.

“Per quanto riguarda la decisione di Baglioni, legata al fatto che al Festival fossimo solamente quattro donne, credo che sia stata una scelta artistica. – dichiara Annalisa – Non ho nessun dubbio in merito, Baglioni ha scelto in base alle canzoni e alla direzione che voleva dare al Festival quest’anno”.

Di fatto, però, dall’alto del podio Annalisa finisce per rappresentare un po’ le sue stesse colleghe, qualificandosi – quantomeno – come la voce femminile più apprezzata di questo Sanremo. Troppo poco, secondo lei, per eleggersi portavoce di un movimento. O meglio, troppo poco per farne una questione dalle derive politiche.

“Sono fierissima del mio risultato – aggiunge infatti – e fierissima di essere arrivata sul podio. Sì, sono anche fiera di rappresentare le donne quest’anno. Però non mi sento una quota rosa. Penso di essermelo meritato (ride, ndr)”.

A Sanremo, tuttavia, l’artista è più volte tornata sull’argomento, difendendo chiaramente il proprio genere: “La mia posizione è di totale solidarietà e supporto a tutte le donne come me – ha dichiarato ai microfoni di AskaNews – la cosa più bella è quando le donne si sostengono e difendono e valorizzano a vicenda. Mi hanno chiesto cosa penso in questi giorni delle polemiche recenti sulle attrici in America e non solo, la cosa più importante è il rispetto, nessuno deve nemmeno ipotizzare di entrare nel privato. Se una persona, anche una donna, confessa una cosa, deve essere rispettata e tu non hai il diritto di dire nulla”.