Arisa, Guardando il cielo: ‘Questa canzone è la ragione per cui torno a Sanremo’

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Arisa Guardando il cielo: 'Questa canzone è la ragione per cui torno a Sanremo'. Sarà un Sanremo diverso per Arisa: dopo 4 esperienze – di […]
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Arisa Guardando il cielo: 'Questa canzone è la ragione per cui torno a Sanremo'.

Sarà un Sanremo diverso per Arisa: dopo 4 esperienze – di cui una da valletta e tre da concorrente, con la vittoria sia nella sezione Nuove Proposte (nel 2009) che nella sezione Big (nel 2014) – la cantante torna sul palco dell'Ariston con Guardando il cielo, brano scritto da Giuseppe Anastasi che racchiude in sé non solo il vero motivo per cui Arisa ha deciso di respirare l'aria sanremese per la quinta volta, ma anche una svolta artistica e umana per la cantante, che parla di sé quasi senza filtri quando la incontriamo per fare quattro chiacchiere a proposito del nuovo album (dal titolo Guardando il cielo, in uscita il 12 febbraio per la Warner).

“Il palco di Sanremo è bellissimo. – esordisce subito Arisa – C'è un sacco di gente che ama la musica e che ha fatto della musica la sua ragione di vita, che coglie le occasioni di riunione per divertirsi. Mi aspetto un Sanremo pieno di luci, con dei bei locali aperti fino a tardi (ride, ndr). Mi aspetto di divertirmi e di far arrivare questa canzone, che è la ragione per cui torno a Sanremo, a più gente possibile. È come il vestito che tieni per le feste, aspettavo da tempo di cantarla e ora è finalmente arrivato il momento. Prima la vivevo, ma non in maniera così palese. Invece lo scorso anno ho potuto ‘testare' il testo di questa canzone sulla mia vita e non vi nascondo che mi ha dato anche tanta forza”.

Arisa parla a ruota libera e, a dire il vero, è difficile non farsi trascinare e non concordare con lei, come quando invita noi “comunicatori” a tirare “fuori le cose positive del lavoro” (“Ve lo dico come se fossi una zia, credeteci sempre”) o come quando riflette sulla situazione attuale della discografia, puntando il dito contro una disillusione generale (“Pensiamo che l'arte non possa cambiare il mondo – commenta – invece io penso che sia l'unico modo per far sviluppare un senso critico. Quando la musica tornerà a dare contenuti, la gente tornerà a comprare dischi”).

Del resto, la prima ‘testimone' di un cambiamento è stata proprio lei, che senza filtri si definisce “più libera” rispetto ai Festival passati: “Mi dispero meno, vedo i problemi più piccoli, perché ho imparato a guardare il cielo. Quando guardi il cielo la tua taglia si normalizza, e ti rendi conto di essere piccolo in un'immensità incommensurabile. Ci vuole molta forza, ma si può fare”.

Sono tante le ragioni che hanno portato Arisa a ‘guardare il cielo': a partire da una vacanza in Basilicata nel 2013, in cui la cantante sembra aver riscoperto la natura e l'aria aperta, per arrivare a una ritrovata spiritualità, che per Arisa si sta rivelando fondamentale (come dimostra anche un brano come Gaia). Persino la volontà di provare la strada dell'internazionalità sembra essere sparita dalla lista delle 'cose da fare' dell'artista: “Per un po' di tempo ho pensato di voler andare all'Eurovision. – confessa – Lo farei come esperienza, ma devo dire che non mi alletta l'idea di essere super famosa nel mondo, perché mi toglierebbe un altro pezzo di vita. Mi andrebbe di cantare all'estero, ma mi immagino di cantare in un teatro per una settimana, io col furgoncino, coi musicisti e il fonico. Insomma, una roba artigianale, voglio essere giusta, perché voglio anche vivere”.

Arisa Guardando il cielo è il nuovo album

L'album sembra proprio figlio di questa piccola rivoluzione-evoluzione artistica, sebbene alcuni brani fossero nel cassetto già da tempo: avere un brano pronto, tuttavia, non equivale a sentirsi pronti a cantarlo, e questo Arisa riesce a spiegarcelo molto bene, con qualche metafora, se necessaria.

È il caso di Lascerò, brano che indica la fine di un amore come “un'opportunità” (“Era ora che cantassi questa canzone. Volevo cantarla nel momento in cui avrei potuto vederla”) o del sound dance di Come fosse ieri, ispirato da una frequentazione con i Club Dogo e che a quanto pare non metteva d'accordo (almeno fino ad ora) tutte le parti coinvolte nel progetto. “È un disco costruito sulla fiducia” riassume Arisa che, commentando i suoni orientali della canzone Fidati di me, conclude: “La cosa che conta di più nella vita è l'amore, non ci sono soldi che tengano”.

Nell'album, non a caso, troviamo anche Cuore, 'rivisitazione' di un celebre brano di Rita Pavone che Arisa porterà a Sanremo in occasione della serata dedicata alle cover: “Ho sempre trovato questa canzone molto moderna, anzi eterna. – ci spiega – Io poi ho un rapporto col mio cuore molto colloquiale ed esclusivo. Se noi lo ascoltiamo bene, il cuore ci parla attraverso il movimento del suo battito”.

A fine incontro, Arisa ci rivela anche cosa ne pensa oggi del suo ruolo in tv ("Tornerei ad essere curatore di nuovi talenti, mi piace più di 'giudice' come termine, ma preferirei fare programmi per bambini, tipo leggere la fiaba alle 20.30 di sera”) e per quale tra gli artisti in gara al Festival tiferebbe, se non fosse una dei cantanti in gara: "Patty Pravo – risponde decisa – perché è l'esempio della vita che non finisce con l'età. La vita è sempre attuale. Bisogna impegnarsi per resistere più tempo possibile con gioia".

Arisa, Guardando il cielo: tracklist

Voce
Guardando il cielo
L'amore della mia vita
Fidati di me
Lascerò
Come fosse ieri
Una notte ancora
Una donna come me
Gaia
Cuore (Heart)
Per vivere ancora

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