Cinema e tv contro le leggi antiabortiste: la Queen in the North Sophie Turner alza la voce

Netflix fa tremare la Georgia; se andrà in vigore la legge contro l'aborto, il colosso dell'intrattenimento "valuterà l'investimento" fatto nello Stato per tutelare la sua salute delle sue dipendenti

Alcuni stati americani, come Georgia e Alabama, stanno vivendo una deriva anti-abortista che ha suscitato clamore e sdegno in tutto il mondo: alcune delle leggi firmate dai governatori parlano di aborto possibile solo in caso di grave pericolo di vita per la madre e non autorizzano l’interruzione di gravidanza neanche se proveniente da incesto o stupro. Decisioni che sembrano portare il mondo intero indietro di diversi decenni, quando per interrompere una gravidanza molte donne si sottoponevano a trattamenti clandestini e morivano: l’America sta prendendo spunto, a quanto sembra, dall’Arabia Saudita, dove questo tipo di provvedimento è in auge già da tempo.

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Il mondo del cinema e dello spettacolo, tradizionalmente liberista, in America si oppone molto più strenuamente che nel resto del mondo alle decisioni politiche che non approva: Donald Trump è probabilmente il presidente più contestato di Hollywood e anche stavolta, di fronte alle leggi anti-aborto, qualcosa si sta decisamente muovendo.

E’ Sophie Turner, al momento una delle attrici più in vista grazie al ruolo di Sansa Stark in Game of Thrones, a guidare la carica: l’attrice, al cinema dal 6 giugno nei panni della protagonista di X-Men: Dark Phoenix, ha dichiarato a Sky News di aver firmato una lettera di impegno a non lavorare più in nessuno degli Stati americani che hanno firmato le leggi contro l’aborto. Una decisione presa contro i suoi stessi interessi (l’attrice ha scherzato sul fatto che i suoi agenti non ne saranno felici), ma che dimostra una forte presa di coscienza delle donne americane nei confronti della deriva liberticida che sembra contagiare l’America.

Sophie Turner non è la sola donna dello showbiz ad aver alzato la voce sul tema aborto: insieme a lei anche Jessica Chastain, che ha firmato la stessa lettera nella quale l’attrice si impegna a non lavorare negli Stati anti-abortisti, Emma Watson, Rihanna, Cara Delevingne, Gigi Hadid, Kendall Jenner, Miley Cyrus, Lady Gaga, Karlie Kloss e Alyssa Milano, ma anche molti colleghi uomini come Chris Evans, Puff Daddy, John Legend e Snoop Dogg.

Infine, si è mosso anche un colosso dell’intrattenimento come Netflix: Ted Sarandos, Chief Content di Netflix, ha fatto sapere che se la legge anti-aborto dovesse entrare in vigore in Georgia “rivaluterà l’intero investimento” fatto nello Stato, per tutelare i diritti delle proprie dipendenti. In altre parole, cesserà di produrre serie tv e film in Georgia, dove ad esempio sono stati girati Stranger Things, Ozark, Black Panther.

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