Transgender cosa vuol dire? Viaggio nel mondo dell’identità di genere

Oggi la parola transgender non è più un tabù, come poteva essere non moltissimi anni fa: la posizione di chi non si identifica nel sesso […]
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Oggi la parola transgender non è più un tabù, come poteva essere non moltissimi anni fa: la posizione di chi non si identifica nel sesso biologico di nascita è più conosciuta ed accettata, anche se non mancano episodi di intolleranza e ghettizzazione, ma si continua a fare un po’ di confusione.

Si definisce transgender la persona che vive una discrepanza tra il sesso biologico alla nascita e l’identità di genere, cioè la percezione che si ha di sè stessi e della propria identità sessuale. L’identità di genere è costituita dal sesso biologico, dalla propria identità e da quella che viene riconosciuta dalla società.

Per restare in tema glossario, è invece cisgender colui che (ad esempio) nasce uomo e si sente uomo,ed è agender (o genderqueer) chi non si sente nè uomo nè donna.

Per definire qualcuno “transgender” non c’è bisogno che abbia effettuato il passaggio chirurgico o la terapia ormonale: anche per questo il termine “transessuale”, che era più attinente all’ambito medico, è stato sorpassato e considerato dispregiativo.

L’orientamento sessuale è cosa anche diversa: si può essere etero, gay o bisex indipendentemente dal proprio genere di nascita.

Il “travestito” non è, come qualcuno può pensare, un sinonimo di transgender: con questa parola si indica un uomo e una donna che, più per divertimento o per gioco sessuale, decide di vestirsi come l’altro sesso.

E’ praticamente impossibile fare una stima realistica delle persone transgender nel mondo: c’è moltissimo sommerso, dovuto a vergogna e timore di violenze, e gli unici dati a cui si può fare riferimento sono quelli di chi si rivolge alla Sanità Pubblica per cambiare sesso. Questo dato è stato censito in America e si è attestato sullo 0,3%.

Di certo il fenomeno non ha radici moderne, ma risale ai tempi degli antichi egizi: oggi si stanno facendo passi in avanti verso l’accettazione ma il cammino è ancora molto lungo.