Virginio torna con ‘Hercules’: ‘Mi sono preso il mio tempo e ho fatto bene’

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Si è preso il suo tempo, è volato negli USA, si è dato alla scrittura e alla sperimentazione e ora è pronto a presentarci il […]
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Si è preso il suo tempo, è volato negli USA, si è dato alla scrittura e alla sperimentazione e ora è pronto a presentarci il suo nuovo singolo, Hercules, un brano in inglese dal fortissimo impatto sonoro con vene soul e pop.

Insomma, il ritorno di Virginio è sicuramente esplosivo: Hercules, canzone prodotta negli USA con la collaborazione di Corrado Rustici, dal 2 ottobre è in rotazione radiofonica e in digital download e, per tirarlo fuori dal cassetto, l’ex vincitore di Amici si è avvalso del talento di Andy Marvel (già autore per Jason Derulo, tra gli altri) e Dimitri Ehlrich (che vanta collaborazioni artistiche anche con Moby).

“Come spesso mi capita, è stato tutto naturale. – racconta Virginio – Ho preso armi e bagagli e sono andato a New York. Ho avuto così la possibilità di incontrare questi autori e scrivere con loro. A volte noi italiani siamo un po’ insicuri, perché pensiamo di non essere all’altezza. Se tu però hai delle cose da dire e sei musicalmente preparato, dall’altra parte c’è sempre un feedback positivo. Sono nate tante canzoni, tra cui Hercules”.

A distanza di tre anni da Ovunque, il cantautore torna dunque con una nuova fatica, dal sound molto internazionale grazie anche al ricorso all’inglese, che non sarà comunque l’unica lingua del futuro progetto discografico: “Avevo 13 anni e ho scritto il mio primo pezzo in inglese. – ci rivela Virginio – Non ti dico che testo aveva… (ride, ndr). È una lingua che mi piace molto, ma devo dire che amo molto anche l’italiano, perché ha delle sfumature pazzesche che altre lingue non potranno mai avere. L’inglese è più malleabile, è venuto naturale quindi lasciare Hercules in inglese, senza costringerla in una lingua che non le apparteneva”.

“Nei miei progetti futuri ci sono anche pezzi in italiano. – aggiunge poi il cantante quando gli chiediamo cosa dobbiamo aspettarci da ciò che verrà – Il sound però resta questo. Non abbiamo pensato a un genere, tutte le canzoni hanno questa impronta, questa sfumatura soul e questo fil rouge del coro gospel”.

Non ci sono dubbi sul fatto che Virginio segua l’istinto e le proprie necessità artistiche, senza badare troppo al contesto e ai ritmi forsennati della discografia odierna. Un atteggiamento insolito nel mondo della musica, che il cantautore assolutamente non rinnega: “Per me è stato fondamentale prendermi il mio tempo. – ci spiega – Non ho badato a quanto tempo dovesse passare o se ne avessi poco a disposizione. Anzi, ho smesso di fare concerti e di stare in televisione in un determinato modo, proprio perché volevo cercare il succo di ciò che stavo portando avanti. Non era solo ricerca musicale, alla fine diventa ricerca di te stesso. Non voglio dare a questa cosa un peso maggiore di quello che ha, però la musica fa parte di te e ti indica la direzione. Io non mi sono curato del tempo, è stata una scelta ponderata. È stato giusto così, punto”.

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