Carlo travolto dalle critiche, il lavoro da 45mila euro l’ora: ecco cosa fa il futuro Re

Carlo attaccato di nuovo dal gruppo antimonarchico ‘Republic’: ecco come fa a guadagnare 45mila euro l’ora
- - Ultimo aggiornamento
loading

Non è la prima volta che Carlo viene travolto dalle critiche per i suoi guadagni stellari, in gran parte derivanti dalla generosa rendita del Ducato di Cornovaglia. L’ultimo attacco firmato ‘Republic’, che si batte da anni per l’abolizione dei privilegi della Royal Family, ha trovato grande risonanza su Twitter.

Carlo e il ducato di Cornovaglia: la rendita assurda per ‘lavorare 4 mesi l’anno’

Secondo il gruppo antimonarchico britannico, il principe di Galles svolge l’equivalente di quattro mesi di lavoro all’anno. Citando il reddito stimato di 20 milioni di sterline che il primogenito della Regina riceve dal ducato di Cornovaglia, sul tweet di Republic si legge che guadagnerebbe 38mila sterline l’ora, poco meno di 45mila euro.

Leggi anche: >> PATRIMONIO DELLA REGINA DA CAPOGIRO, ECCO QUANTO È RICCA ELISABETTA II

Le rimostranze di Republic sono volte a far sì che siano le comunità locali tramite lo Stato a spendere questo denaro, ma le leggi che permettono al proprietario del Ducato di Cornovaglia di ricevere guadagni del genere sono ancora ‘attuali’ nonostante risalgano al 1337.

In quell’anno Edoardo III, per garantire indipendenza economica al figlio ed erede Edoardo (conosciuto come il ‘Principe Nero’) istituì questo ducato: attualmente i proventi della tenuta privata sono per finanziare le attività pubbliche, private e caritatevoli di Carlo, come erede al trono.

Carlo, grave accusa sul ducato di Cornovaglia: da dove prende tutti quei soldi

Leggi anche: >> FILIPPO, L’EREDITÀ ASSURDA LASCIATA ANCHE A HARRY: CARLO SU TUTTE LE FURIE, ECCO PERCHÈ

Già poco meno di 10 anni fa, come leggiamo in un vecchio articolo de Il Fatto quotidiano, Republic analizzò a fondo le finanze di Carlo chiedendo l’abolizione della pratica di origine medievale dei bona vacantia.

Carlo eredita di default beni e terre da persone passate a miglior vita, residenti in Cornovaglia, che non hanno eredi né lasciano un testamento. È vero che questi cospicui capitali sarebbero esentasse tuttavia dal 1993 il Principe di Galles paga al fisco l’imposta sul reddito e sulle plusvalenze, ma è molto meno di quanto un cittadino con il suo stesso tenore di vita verserebbe allo Stato.

La Famiglia Reale aveva a suo tempo specificato che i proventi andavano – per volere dello stesso Carlo – a grandi opere di beneficenza, ma Republic incalzò chiedendo che lo Stato gestisse direttamente i soldi.

Foto: Kikapress

Loading...