Carte da gioco UNO, l’errore che abbiamo sempre commesso: ecco come si gioca veramente

Sulla questione è intervenuta persino la Mattel, casa produttrice del gioco. Ecco la regola di UNO che non tutti conoscono
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Chi più chi meno ma tutti abbiamo giocato almeno una volta a UNO. Si tratta del gioco di carte che appassiona sia grandi che piccini, dal momento che non è affatto difficile capire come funziona. Ci sono infatti alcuni giochi di carte che richiedono qualche passaggio in più e un po’ di esperienza prima di entrare pienamente nel meccanismo. UNO invece è piuttosto intuitivo. Malgrado ciò, c’è un errore che abbiamo sempre commesso e che è ora di correggere.

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Come si gioca a UNO

Per chi non lo sapesse, UNO è un gioco che consiste nel liberarsi delle carte che si hanno in mano prima degli avversari. Nel cercare di raggiungere questo scopo si possono mettere in difficoltà gli avversari giocando alcune carte speciali. C’è quella che inverte il giro di gioco, quella che permette di far saltare un turno all’avversario, e ancora ci sono le carte “+2” e “+4”. Proprio queste sono state oggetto di una errata interpretazione da molte persone.

La Mattel, casa produttrice del gioco, qualche anno fa era già intervenuta sui social per spiegare la regola che riguarda queste carte. La notizia ora però sta tornando fuori in questi giorni, e quindi vogliamo parlarvene anche noi.

Carte “+2” e “+4”, ecco come si usano davvero

Quando si gioca a UNO, le carte “+2” e “+4” non si possono accumulare. Chi lo fa va contro le regole del gioco. Ecco che cosa dice la Mattel: “Se qualcuno mette giù una carta ‘+4’, il giocatore deve pescare dal mazzo quattro nuove carte e il suo turno viene saltato. Non è possibile continuare ad aggiungere anche una carta ‘+2’ per far pescare sei carte alla prossima persona”. Le due carte in questione, quindi, non sono cumulabili, e chi pensa di far pescare all’avversario 6 carte sbaglia di grosso. Certo, se si è abituati a giocare con i bambini, sarà difficile far digerire loro questa regola. Anche se esistono degli adulti che in questo senso sono peggio dei ragazzini.

Foto: Shutterstock