Esce 23:23 di Pelle, un viaggio dall’autodistruzione alla rinascita

26 anni, della provincia di Milano e una capacità incredibile di lottare contro ogni avversità sin da piccolo. Il suo aiuto più grande? La musica: parliamo di Pelle, che con il singolo 23:23 anticipa “Assolo”
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Pelle si racconta in 23:23, la lunga ricerca di uno scopo

Si chiama Stefano Pellegrino, in arte Pelle, e grazie alla musica è tornato a stare nel mondo, tra la gente, in mezzo alle mille sfide quotidiane dopo un periodo di vagabondaggio emotivo, una fuga solitaria verso l’oscuro.

Il 26enne della provincia di Milano è pronto a gridare a tutti di essere nuovamente in gioco con se stesso: e lo fa attraverso il singolo 23:23, che anticipa l’album d’esordio “Assolo”, per Quadraro Basement, la cui uscita è fissata in primavera.

23:23, pubblicato lo scorso 15 gennaio, è nato  così:

“In una vigilia di Natale che a casa da solo sembrava non volesse mai finire. In quel momento pensai che la soluzione fosse farla finita. Eliminare me stesso – confessa il giovane artista – per eliminare il dolore. Scrissi una lettera senza specificare il destinatario e mi misi a fissare il balcone. Mi resi conto che il suicidio avrebbe significato una sconfitta, farlo sarebbe stata solamente una vittoria del dolore”.

Da Gattinara, un piccolo paesino in provincia di Milano dove i sogni sono per forza di cose “di piccolo taglio”, a Jericoacoara, un posto sperduto nel nord del Brasile, il viaggio non è stato breve, ma necessario al fine di rintracciare uno scopo per cui valesse la pena lottare:

“Decisi che il mondo che creavo fin da piccolo con la scrittura sarebbe dovuto diventare realtà, che avrei dovuto condividerlo con le altre persone, sopra un palco, per non sentirmi mai più solo, mai più”.

Dall’autodistruzione al senso di appartenenza più profonda fino alla volontà di esporsi condividendo i pensieri più nascosti di sé, questo è stato il percorso – interiore e esteriore – che Pelle ha affrontato con forza e determinazione.