Non farti ingannare dal mare cristallino: questa è la spiaggia più pericolosa al mondo. Il motivo

Fraser Island è la più grande isola di sabbia al mondo e offre una natura incontaminata ma è considerata anche la spiaggia più pericolosa al mondo.

Situata al largo della costa orientale dell’Australia, è una meta turistica popolare grazie alla sua bellezza naturale, alla sua sabbia bianca e alle acque cristalline. Tuttavia, ciò che rende questa spiaggia così affascinante è anche ciò che la rende estremamente pericolosa.

Le acque intorno all’isola sono infestate dagli squali, dalle meduse e da alcune specie di pesci altamente velenosi. Questi animali marini sono noti per attaccare gli esseri umani e rappresentano una minaccia costante per i bagnanti. Inoltre, la sabbia è popolata da ragni velenosi che possono saltare addosso ai turisti ignari, causando ferite dolorose e potenzialmente pericolose per la vita.

Ma non è solo la fauna pericolosa che rende Fraser Island un posto rischioso. La spiaggia è anche soggetta a forti correnti che possono trascinare i bagnanti lontano dalla costa in pochi secondi. Inoltre, l’isola è circondata da acque poco profonde e barriere coralline che rappresentano una minaccia per le imbarcazioni.

Nonostante tutti questi pericoli, molte persone visitano ancora Fraser Island ogni anno alla ricerca di emozioni forti e avventure. Tuttavia, se decidete di andare, è importante prendere tutte le precauzioni necessarie e seguire le regole di sicurezza per evitare incidenti spiacevoli.

Se vedi sulla spiaggia i ‘borsellini delle sirene’ non li toccare mai: ecco il motivo

Sul litorale di Pesaro, sono state trovate decine di piccole sacche scure che potrebbero sembrare alghe o rifiuti di plastica, ma in realtà sono uova di pesci cartilaginei portate a riva dalle onde e dalle mareggiate.

Queste sacche ovipare sono chiamate borsellini della sirene e si ancorano saldamente ai fondali grazie a filamenti a forma di spirale. Dopo essere state fecondate, l’embrione si sviluppa nella capsula fino a quando non si apre del tutto, liberando il piccolo in mare.

Se le sacche si trovano sulla spiaggia, è importante fare attenzione e non toccarle, non calpestarle e restituirle immediatamente al mare se sono piene, in quanto possono sopravvivere solo alcune ore sulla battigia. Questo fenomeno mostra il ripopolamento naturale di un mare sofferente a causa dell’inquinamento e delle trivellazioni.

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