Sfera Ebbasta e il caso dello spray al peperoncino nel 2017: ‘Riempitelo di botte a chi ha lanciato il peperoncino’

La tragedia del concerto alla discoteca di Corinaldo ha riacceso le polemiche sul personaggio di Sfera Ebbasta. Il trapper di Cinisello Balsamo è sempre più […]
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La tragedia del concerto alla discoteca di Corinaldo ha riacceso le polemiche sul personaggio di Sfera Ebbasta. Il trapper di Cinisello Balsamo è sempre più al centro dell’attenzione per via dei suoi atteggiamenti e dei contenuti negativi dei testi delle sue canzoni, ma stavolta spunta fuori un video particolare…

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Al concerto di Sfera Ebbasta spray al peperoncino già nel 2017

Ormai acclarato che a provocare la strage è stato lo spruzzo di uno spray urticante al peperoncino, si scopre che non è la prima volta che questo accade durante gli spettacoli di Sfera. Già un’altra volta, infatti, ad un concerto del trapper qualcuno ha compiuto lo stesso gesto che, alla Lanterna Azzurra, è costato la vita a 5 ragazzi e a una mamma.

In un’esibizione tenutasi a Modena il 31 agosto 2017, infatti, qualcuno spruzzò del peperoncino tra la folla, generando la fuga di alcuni ragazzi dal concerto, con dinamiche simili a quelle di Corinaldo ma che fortunatamente non causarono alcuna tragedia.

Al concerto di Sfera Ebbasta spray al peperoncino sulla folla nel 2017, allora il trapper reagì

In quel caso, Sfera Ebbasta decise di affrontare l’argomento dal palco, condannando il gesto: “Purtroppo c’è chi non si sa divertire. Nel rap come nella vita, c’è chi si diverte e chi rompe il ca**o”.

Anzi, addirittura, mentre il pubblico innalzò un coro di “Scemo, scemo” nei confronti dell’autore del gesto, il trapper disse: “Se qualcuno di voi ha accanto la persona che ha lanciato il peperoncino, è autorizzata a gonfiarlo di botte senza nessun problema”.

All’epoca il concerto riprese senza problemi, con un “noi andiamo avanti lo stesso, perché non ci lasciamo fermare da una boccetta di pepeperoncino. Con tutte le boccette che ho visto non sarà questa a fermarmi”.

Una dinamica tragicamente simile a quella dell’8 dicembre alla Lanterna, che fa riflettere in maniera decisa su quello che accade ai concerti.