Pharmakon, arte e Gen Z alla Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale

Con il sostegno della Regione Lazio, fino al 5 giugno alla Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale c'è Pharmakon. Episodio 1: di cosa si tratta
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Pharmakon, arte e Gen Z alla Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale

L’arte dei nostri giovani è complicata come il tempo in cui sono e siamo immersi, ma come orientarci tra simboli vecchi e nuovi, retaggi ed eredità? Pharmakon è la risposta.

Una curatela interamente femminile e Generazione Z per una staffetta di appuntamenti di arte contemporanea per scandagliare l’interiorità dei nuovi millennials in un percorso a tappe e in dialogo con la città.

Pharmakon, come i millenials vedono e sentono il mondo circostante

Tutto questo è Pharmakon, il progetto d’arte che porta all’attenzione del grande pubblico opere e progetti di giovani artisti con l’intenzione di mostrare ed esprimere, attraverso diverse forme artistiche, le proprie solitudini, per inaugurare un nuovo rapporto con la comunità. 

La prima tappa espositiva sarà ospitata alla Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale dal 29 aprile al 5 giugno

Pharmakon è curato dall’Associazione Gandhara, vincitore del bando VitaminaG nell’ambito del programma GenerAzioniGiovani.it, e finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio con il sostegno del Dipartimento per la Gioventù, promosso da Roma CultureSovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Pharmakon, ovvero la magia di trasformare un malessere sterile in libertà creativa

Il progetto PHARMAKON ha come obiettivo la riconnessione delle giovani voci artistiche con il territorio e le istituzioni culturali e museali della capitale, oltre che dare la possibilità ai talenti emergenti di poter esprimere il loro sentire artistico in relazione alla società contemporanea. Un sentire generazionale, spesso malinconico, confuso, perso di vista nei meandri della coscienza singola o nella frenesia della società di massa.

In greco pharmakon (φάρμακον) viene inteso come farmaco utile o nocivo, veleno, cura, espediente, una via di fuga dalla realtà per le nuove generazioni che in questo modo cercano riparo dalle frustrazioni e dai disagi che la società contemporanea produce in loro. Secondo un pensiero baudelairiano, l’artista, in questa realtà distopica, come un pharmakon trasforma un malessere sterile in malessere espressivo, fecondo, liberatorio, motore di creatività e di pensiero.

Con Pharmakon. Episodio 1 questo particolare pensiero viene espresso dal medium del video, da un’installazione audio e dalla fotografia.

Gli artisti in mostra

1. Evaluna Pieroni, autrice dei cortometraggi Consuelo e Il gioco del bowling, per cui i ricordi, l’infanzia e il gioco sono emblema di un qualcosa che ricerchiamo quando siamo soli e persi o semplicemente delusi dal presente; 

2. Amanda Jiang Kohen, con il cortometraggio Prayer Paranoia, si rende artista di un’opera dalle tinte crude e brutali attraverso cui esprimere la propria fascinazione per il concetto di phamarkon nella sua valenza di simbolo di seduzione, ma anche di virtù;

3. Lorenzo Silvestri ha prodotto per il progetto un’audio-installazione intitolata Fantasmi e rumori presenti della città (dedicato ad Anna Collina), un’opera immersiva – costruita da una parte analogica e una digitale – che attinge la sua carica evocativa da frammenti di ricordi, conversazioni e pezzi di vita quotidiana dell’artista;

4. Yis Kid che espone sei fotografie tratte dalla serie Spiders and religious mysticism, un viaggio dentro la decostruzione iconografica della figura umana, traslata in una forma selvaggia, seguendo chiaramente la scuola dell'”informe surrealista”. 

Credits: Pharmakon via Comunicazione GenerAzioni Giovani