Vaccino Pfizer Italia, chi lo avrà e come: cosa dice l’Aifa  

Via libera dell’Aifa in Italia al vaccino anti Covid Pfizer Biontech. L’annuncio è arrivato oggi dopo l’approvazione dell’Ema nel corso della conferenza stampa dell’Agenzia Italiana del Farmaco. A spiegare a chi è destinato il siero contro il coronavirus, quali cautele utilizzare e in che modalità sarà distribuito è il dg Aifa Nicola Magrini. 

A CHI – Il vaccino, ha spiegato il dg, è approvato per tutta la popolazione al di sopra dei 16 anni. Non sono richieste accortezze particolari per sottopopolazioni specifiche, né gli anziani né gli immunodepressi. Chi ha disturbi emocoagulativi o della coagulazione o rischi di sanguinamento non ha controindicazioni sul vaccino, “se non per un lieve rischio di qualche livido nel punto di iniezione”.  

Non ci sono controindicazioni assolute, quindi, ma alcune cautele per il primo vaccino anti Covid-19: “La gravidanza e l’allattamento non sono controindicazioni assolute. E’ chiaramente specificato che il vaccino può essere somministrato perché i benefici potenziali possono superare i rischi anche in questa popolazione”, ha puntualizzato il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco.  

“Anche per la categoria colpita da sclerosi multipla non vi è una controindicazione alla vaccinazione, possono farlo. Qualunque dei vaccini che arriveranno nel 2021 potrà essere candidato e via via che arriveranno uno dei compiti sarà di valutare se esistono o meno dati per preferirne uno in particolare rispetto alle popolazioni definite. Su quando potranno vaccinarsi, mi sembra che uno dei fattori di rischio legati al Covid per questi pazienti sia l’età”, ha chiarito ancora rispondendo alla domanda dell’Associazione italiana sclerosi multipla se e quando potranno fare il vaccino i pazienti.  

COME – “In questa prima fase il vaccino” anti-Covid “sarà coordinato e somministrato attraverso la struttura commissariale e le Regioni nell’identificazione delle diverse categorie (operatori sanitari e poi le Rsa), successivamente con il coinvolgimento dei medici di famiglia si vedrà. In questi primi mesi non ci sarà un meccanismo di prenotazione ma di chiamata”, ha quindi chiarito il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, rispondendo a una domanda dei giornalisti su come i cittadini potranno avere il vaccino. 

“L’intervallo tra le due dosi di vaccino è di tre settimane, la risposta immunitaria compare dopo 6-7 giorni. Quindi la possibilità che un soggetto possa contrarre la malattia in quell’intervallo di pochi giorni è remota e comunque la malattia sarà verosimilmente più lieve”, ha aggiunto, sulla possibilità che si possa essere contagiati tra una dose e l’altra del vaccino.