Covid, esperti Usa: “Bimbi infettano poco, riaprire scuole” 

Mentre in Italia si studiano le misure per riaprire le scuole in sicurezza a settembre, il dibattito sui rischi pandemia legati all’attività scolastica infuria. In un documento pubblicato sulla prestigiosa rivista ‘Pediatrics’, due ricercatori americani – sulla base di alcuni recenti studi – affermano che i bambini raramente trasmettono Covid-19 ai coetanei o agli adulti, e dunque le scuole dovrebbero riaprire in autunno. A patto, evidenziano gli autori, di rispettare le opportune misure di igiene e distanziamento sociale e di tener conto del tasso di trasmissione nella comunità. 

Gli autori, Benjamin Lee e William V. Raszka, sono entrambi specialisti in malattie infettive pediatriche all’Università del Vermont. I due ricercatori basano le loro conclusioni su un nuovo studio pubblicato sempre su ‘Pediatrics’ e di altri quattro lavori recenti che esaminano la trasmissione di Covid-19 da e tra i bambini. In particolare, nell’ultimo studio il team di Klara M. Posfay-Barbe, della facoltà di medicina dell’Università di Ginevra, ha studiato le famiglie di 39 bambini svizzeri infettati da Covid-19. Il tracciamento dei contatti ha rivelato che solo in tre casi (8%) era un bambino il sospetto caso indice. 

In un recente studio in Cina, il tracciamento dei contatti ha dimostrato che, tra i 68 bambini con Covid-19 ricoverati all’ospedale pediatrico di Qingdao dal 20 gennaio al 27 febbraio, il 96% era costituito da contatti familiari di adulti precedentemente infetti. In un altro studio su bambini cinesi, nove piccoli su 10 ricoverati in diversi ospedali provinciali fuori Wuhan – città da cui sarebbe partita la pandemia – hanno contratto Covid-19 da un adulto, con una sola possibile trasmissione da bambino a bambino, sulla base del tempi di insorgenza della malattia. 

I ricercatori citano anche uno studio francese: un ragazzino con Covid-19 ha esposto alla malattia oltre 80 compagni in tre scuole. Nessuno ha contratto il virus. E ancora, in uno studio australiano condotto nel Nuovo Galles del Sud, nove studenti infetti e altrettanti dipendenti in 15 scuole hanno esposto un totale di 735 studenti e 128 dipendenti a Covid-19. Ne sono risultate solo due infezioni secondarie, una delle quali trasmessa da un adulto a un bambino. “I dati sono sorprendenti”, ha detto Raszka. “L’aspetto chiave è che i bambini non stanno guidando la pandemia. Dopo sei mesi, abbiamo una grande quantità di dati che mostrano che i bambini hanno meno probabilità di essere infettati e sembrano meno infettivi. Sono gli adulti che si assembrano e non seguono i protocolli di sicurezza i responsabili di portare la curva dei casi verso l’alto”. Insomma, a differenza di quanto accade con altre malattie respiratorie, con Covid-19 i bambini non sono ‘untori’.  

Riaprire le scuole in modo sicuro questo autunno è importante per il sano sviluppo dei bambini, affermano gli autori. “In tal modo, potremmo ridurre al minimo i potenzialmente gravi costi sociali, sanitari ma anche relativi allo sviluppo, che i nostri bambini continueranno a pagare fino a quando non sarà possibile sviluppare e distribuire un trattamento o un vaccino efficace o, in mancanza di ciò, fino a raggiungere l’immunità di gregge”, concludono i ricercatori.