Medici legali: “Il 65% dottori sono donne ma solo il 12% ha ruoli vertice”

“La medicina si sta tingendo sempre più di “rosa”: le donne che indossano il camice bianco ormai sono il 65%, peccato che a livello apicale appena il 12 per cento delle donne medico arrivi a diventare quel che un tempo si chiamava primario, oggi direttore di struttura complessa. Questo vuol dire che c’è ancora un gap che bisogna assolutamente superare e l’Italia deve fare parecchi passi in avanti in questo senso”. Lo afferma Vincenza Palermo, presidente della Società Medici Legali Aziende Ospedaliere, secondo la quale la medicina legale del Ssn può fare molto per la medicina di genere “perché” sostiene “essendo una disciplina trasversale a tutte le altre, può fare in modo che ci sia una valutazione della corretta applicazione della legge n.3 del 2018, riforma voluta dall’allora ministro della Salute Lorenzin, con l’intento di promuovere anche la medicina di genere a livello universitario, a livello di ricerca farmacologica e a livello delle strutture nazionali”.  

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A pochi giorni dalla Giornata Nazionale per la Salute della Donna, anche la presidente della Società Medici Legali Aziende Ospedaliere è stata ricevuta dalla presidente del Senato Casellati, insieme ad altre 5 presidenti donne di Società medico scientifiche affiliate alla Fism. “È stato un incontro cordiale – conclude Palermo -. Lei stessa ha ricordato che già nel 2004, quando era sottosegretario al ministero della Salute, si era occupata di medicina di genere e ha anche ringraziato l’Associazione Italiana Donne Medico per aver istituito il “numero verde di utilità sociale (800 189 441) durante la prima ondata della pandemia, un servizio nato per fornire all’utenza femminile informazioni e consigli sulla salute. Inoltre, ci ha chiesto, se possibile, di riorganizzare il Ssn affinché non sia più ospedale-centrico ma, piuttosto, un sistema sanitario collegato soprattutto con il territorio”.