L’appello, ‘vaccinare subito contro Covid-19 i malati oncologici fragili’

“Vaccinare i malati oncologici in terapia, subito! Sono persone estremamente fragili, particolarmente a rischio in caso di contagio da Covid-19. Non c’è davvero tempo da […]
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L’appello, ‘vaccinare subito contro Covid-19 i malati oncologici fragili’

“Vaccinare i malati oncologici in terapia, subito! Sono persone estremamente fragili, particolarmente a rischio in caso di contagio da Covid-19. Non c’è davvero tempo da perdere, a maggior ragione in questo momento dell’epidemia in Italia, con la circolazione delle varianti e l’innesco della terza ondata. Vanno vaccinati subito”, scandisce Elisabetta Iannelli, segretario generale della Favo, la federazione delle associazioni di volontariato in oncologia, indicando la strada da percorrere “senza ulteriori, incomprensibili indugi. Dopo la raccomandazione del ministero della Salute, le Regioni devono emanare le delibere e i centri di cura attivarsi. Va seguito il modello Lazio, che ha avviato le vaccinazioni”.  

Nel Lazio, spiega all’Adnkronos Salute, “è stata emanata la determina e le vaccinazioni sono partite agli Ifo di Roma, che si erano organizzati inviando alla Regione la lista dei pazienti in trattamento da vaccinare”. Al paziente arriva un Sms dal Cup del Lazio che attesta la prenotazione e poi la chiamata dell’Istituto Regina Elena con i dettagli e le informazioni necessarie. “Questo modello sembra funzionare – sottolinea – e ora anche gli altri Centri che hanno in cura malati oncologici devono attivarsi, seguendo le indicazioni regionali”.  

Nei giorni scorsi, sui social, è esplosa la rabbia e la delusione dei pazienti che hanno provato a prenotarsi sul sito Salute Lazio, scoprendo che il codice patologia 048 non è fra quelli ammessi. Ma per gli oncologici che hanno diritto alla vaccinazione prioritaria, non è questa la strada da seguire per opzionare le dosi.  

“La prenotazione online inserendo il codice di esenzione per patologia 048, in questo caso, non è percorribile – chiarisce Iannelli – perché il codice da solo non è indicativo della fragilità: una persona guarita dal tumore al testicolo da anni e in follow up non è estremamente vulnerabile quanto un paziente sottoposto a terapie anti-cancro che incidono sul sistema immunitario”. Ma anche questi pazienti estremamente fragili restano in attesa del vaccino e segnalano la mancanza di informazioni, in un rimpallo fra Regione e centri di cura. “Gli ospedali devono individuare i loro pazienti da vaccinare, mandare la lista alla Regione, come hanno fatto gli Ifo, e partire” con le immunizzazioni.  

Se il Lazio ha fatto da apripista, nonostante questi buchi da colmare nel caos della campagna vaccinale, nel resto d’Italia la situazione è a macchia di leopardo. Alcune regioni si stanno organizzando, ma molte altre sono ancora al palo. “La Toscana – fa il punto Iannelli – è sulla buona strada, ha emanato la delibera e sta per partire: bisogna monitorare cosa succederà concretamente. La Basilicata e la Puglia sono indietro, nonostante gli impegni presi a parole. L’Emilia Romagna non è ancora partita. Ma i malati oncologici in condizione di particolare fragilità non possono più aspettare”. E di certo, non possono vedersi passare davanti magistrati, notai o altre categorie, come è avvenuto in alcune regioni.  

“La campagna vaccinale ha giustamente dato priorità a medici e operatori sanitari, poi agli ‘over 80’, ma ora vanno vaccinati i pazienti in terapia per tumore – rimarca – Le Regioni che ancora non lo hanno fatto, devono emanare i provvedimenti necessari; dove sono state pubblicate le determine, è necessaria un’azione di pungolo e monitoraggio stretto sui singoli centri di cura”. Su questo fronte è impegnata la Favo, attraverso le associazioni nelle varie realtà locali.  

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