Sale, scoperto come agisce sul cervello: la recente ricerca e il rischio di ipossia

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Un team interdisciplinare di scienziati ha scoperto una relazione tra l'assunzione di sale e l'attività dell'ipotalamo nel cervello
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Il sale è uno di quegli alimenti cui fare molta attenzione per la salute del nostro corpo. Gli studi che lo dimostrano sono molti ed una recente ricerca dimostra come ci possa essere un legame con il rischio di ipossia.

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Un team interdisciplinare di scienziati, ha analizzato in particolare modo il comportamento di aree profonde del cervello in relazione all’assunzione di sale. In particolare modo è stato osservato l’ipotalamo. Utilizzando nuove tecnologie chirurgiche e neuro-imaging, è stato visto come all’assunzione di sale corrisponda ad un maggiore flusso sanguigno nel cervello ed ad un’attivazione dei neuroni che rilasciano vasopressina, un ormone antidiuretico che ha il compito di riportare i livelli di sodio verso il basso.

Nei soggetti in cui i livelli di sodio sono alti, ci sarà una maggiore attivazione di tale ormone possono correre il rischio dell’ipossia che potrebbe causare danni ai tessuti cerebrali.

Crediti foto@Shutterstock

Nota: il presente articolo è il frutto di una ricerca e di una elaborazione di notizie presenti sul web. Con la presente l’autore, la redazione e l’editore declinano ogni responsabilità  e invitano i lettori ad eseguire un’attenta verifica e a rivolgersi sempre ad un medico specialista

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la nuova ricerca sugli effetti del sale sul cervello
Lo studio di un team interdisciplinare di scienziati
Il rischio di ipossia
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