Gli scienziati hanno sviluppato modelli matematici che stimano il collasso degli ecosistemi e le notizie non sono rassicuranti

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Il paesaggio del nostro pianeta sta subendo cambiamenti rapidi e preoccupanti. Il ghiaccio marino artico si sta sciogliendo, le foreste pluviali vengono distrutte per far spazio all’agricoltura, i deserti si espandono e i prati sostituiscono le nevi millenarie. In molte parti del mondo, i punti critici sono già stati superati, mentre in altre zone il pericolo di superarli è imminente.

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Secondo gli studi pubblicati su Nature Sustainability e The Conversation, gli ecosistemi terrestri sono vicini al punto di non ritorno, con oltre il 20% a rischio di collasso o trasformazione.

Nuove ricerche indicano che questi punti critici potrebbero arrivare prima di quanto previsto, con conseguenze disastrose per la nostra biosfera. Ma quanto tempo abbiamo prima di un collasso? Gli scienziati hanno cercato di valutare la quantità di stress che gli ecosistemi possono sopportare prima di collassare. Hanno utilizzato modelli informatici che simulano il funzionamento futuro degli ecosistemi e le loro reazioni ai cambiamenti delle condizioni.

Si stima che un ecosistema che sarebbe dovuto collassare negli anni ’90 del 2000 a causa di un singolo fattore di stress (come l’aumento delle temperature globali), potrebbe collassare negli anni ’30 del 2000 nel peggiore dei casi, tenendo conto di altri problemi come le precipitazioni estreme, l’inquinamento o un improvviso aumento nell’utilizzo delle risorse naturali.

Foto: Shutterstock